Vaccinazione ai detenuti come priorità, l’intervista a Sebastiano Ardita

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L’ex dg del DAP e componente del Consiglio superiore della magistratura parla ai microfoni di InBlu2000 durante la prima puntata di “Italiani contro le mafie”

ROMA – “La vaccinazione ai detenuti è assolutamente una priorità. E questa scelta va fatta subito senza il timore di andare contro l’opinione pubblica”. Lo ha detto il consigliere del Csm ed ex direttore generale dal DAP, Sebastiano Ardita, in un’intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della Conferenza episcopale italiana, durante la prima puntata del programma ‘Italiani contro le mafie’ condotto da Paolo Borrometi in onda il sabato alle 13.10.

“Questa scelta – ha spiegato Ardita – ha una sua razionalità e due fondamenti. Il primo è che in carcere esiste un welfare rafforzato, cioè c’è un’azione sociale diversa da quella che riguarda i cittadini liberi. Il secondo è quello che in questo momento c’è un dibattito nel Paese secondo cui la carcerazione è una condizione che favorisce la diffusione del covid. È un dibattito che ancora non è venuto ad una certezza ma non importa. Questa dibattito ha prodotto alcune scelte come ad esempio dei provvedimenti normativi che hanno consentito la concessione della detenzione domiciliare anche in condizioni di pericolosità o pericolo di fuga. Cioè in condizioni che normalmente non avrebbero consentito la scarcerazione”.

“Se c’è il dubbio – ha concluso il magistrato Ardita a InBlu2000 – che possa esserci una diffusione maggiore di covid in carcere e la risposta è la scarcerazione penso che i cittadini preferiscano che vengano somministrati i vaccini in tempo ai detenuti e si eviti dunque di risolvere il problema con la scarcerazione”.