L’incontro, realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino, International Music and Arts, Gibilterra e La Cupa, sarà introdotto dall’Assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia e vedrà la partecipazione di Alberto Campo, giornalista musicale e co-conduttore radiofonico con Renato Striglia; del poeta Enrico Testa, che ha recentemente realizzato per Einaudi una nuova traduzione dell’opera, intitolata “Milk wood”; e di Vinicio Capossela, che raccogliendo le indicazioni di Renato, sta lavorando alla realizzazione di una versione radiofonica con la complicità e le voci di molti amici di entrambi.
Renato Striglia è stato un uomo radiofonico. Ha dedicato la sua vita alla musica e soprattutto alla sua diffusione a onde radio. Ha iniziato a Torino lavorando a Radio Flash in coppia con Alberto Campo, insieme al quale in seguito è stato ai microfoni di Radio Rai con il programma serale “Stereodrome”. Una passione che non si è mai spenta e che negli ultimi anni ha trovato il suo alveo nella comunità di Radio Banda Larga, da lui creata nel 2011 con Lorenzo Ricca. Da amante della radio, della poesia e della musica rock in particolare, per anni ha coltivato il progetto di realizzare in italiano la sua versione di “Sotto il bosco di latte” (“Under Milk Wood”), il lavoro del 1953 scritto e concepito per la radio da Dylan Thomas.
Il poeta descrive ventiquattrore della vita di un immaginario paesino gallese, approfondisce Striglia nei suoi scritti riguardo l’opera, datati 2007. In un fluire di alta densità poetica, dove tutto è affidato alla voce e dunque alla parola, le storie e i frammenti di storie dei suoi eccentrici abitanti compongono un ritratto dove emergono insieme humor, tristezza e violenza.
Tenendo presente, oltre alla traduzione reperibile in Italia di Carlo Izzo per Guanda, altre tre traduzioni europee, quella tedesca, la francese e la spagnola, e in particolare prestando attenzione ai suoni della versione in lingua madre, costantemente infarcita da slang e doppi, a volte addirittura tripli, sensi, ho iniziato a rielaborare il testo adattandolo a un uso radiofonico per mezzo di un linguaggio meno castigato e più attuale.
Il progetto di Striglia non ha mai visto la luce: dopo la sua morte, avvenuta il 23 novembre 2020, Vinicio Capossela ha deciso di portarlo infine a compimento. Seguendo le indicazioni di Renato, il radiodramma ha preso forma, voci, suoni e canzoni ed è in procinto di diventare un’opera che in questo tempo di sfacciata disumanità ricorda il valore dell’innocenza come radice fondante di ogni costruzione di paradiso terrestre.
Ci sono per noi oggi due ottime ragioni per riprendere in mano e portare a compimento questo poema di voci – afferma Capossela – la prima riguarda un singolo uomo: ricordare Renato e dare vita al progetto a cui più teneva. La seconda riguarda più in generale la nostra umanità. Respirare questa brulicante umanità non distanziata, in pieno, fermentante, assembramento ci ricorda che la vita non è mai sterilizzata, è gravida dei suoi stessi umori, e per questo è terribile e meravigliosa.
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