Irving Penn Beyond Beauty

Irving Penn: il Dallas Museum of Art racconta l’arte del grande fotografo come mai prima d’ora

Il Dallas Museum of Art (DMA) presenta “Irving Penn: Beyond Beauty”, enorme retrospettiva – la prima dopo 20 anni – dedicata all’arte del fotografo americano e alla sua eredità indiscussa, aperta al pubblico fino al 14 agosto 2016. Non solo moda, ma soprattutto cultura, per rivelare l’intera gamma espressiva di uno degli artisti (e intellettuali) più significativi del secolo scorso.

Irving Penn, (1917-2009) figura storica i cui lavori sono stati protagonisti delle copertine di Vogue (più di 150 nell’arco di circa cinquant’anni), noto per la sua moda iconica, ritratti e immagini still-life, non è solo un fotografo, ma un “testimone” che ha saputo raccontare la cultura attraverso un punto di vista totalmente proprio e innovativo. Più di tutto Penn ha avuto il merito innegabile di fare da ponte tra Stati Uniti ed Europa, portando nel Nuovo Mondo l’arte e le personalità di giganti come Le Corbusier e Salvador Dalì, facendosi interprete, garante e tramite per loro.

Irving Penn, Ball Dress by Olivier Theyskens for Nina RicciIrving Penn: Beyond Beauty è una retrospettiva essenziale, meticolosamente curata da Merry Foresta, che espone ben 146 immagini, di cui 100 mai viste prima e donate dalla “Irving Penn Foundation”. É così possibile ammirare in un’unica appassionante mostra lavori che rappresentano innumerevoli momenti della sua carriera e che consentono di avvicinarsi al suo personalissimo concetto trascendentale di bellezza.

Le opere che si avvicendano sono indiscutibilmente mozzafiato: campagne storiche di Dior, Rochas, Issey Miyake, Balenciaga, sono affiancate da psichedeliche nature morte che catturano fatalmente lo sguardo. Per affascinare ancora con ritratti incredibili di Truman Capote, Le Corbusier e Salvador Dalì o con scene di strada dei tardi anni ’30.

Irving Penn, Nude No. 58, New YorkDiverse quindi le forme di bellezza, tra le quali, foto presentate in forma inedita che diventano sfumature surrealiste. La caratteristica unificante è quella propria di riuscire ad esemplificare il risultato, prescindendo dai soggetti fotografati.

Parte integrante dell’esposizione anche un film girato dalla moglie di Penn, Lisa Fonssagrives-Penn, che propone in versione behind-the-scenes il fotografo alle prese con la sua arte in Marocco e che aggiunge una vivida immagine dell’artista al lavoro.

Irving Penn, Woman in Moroccan Palace (Lisa Fonssagrives-Penn), MarrakechIn una carriera durata quasi 70 anni, l’abilità estetica e tecnica di Penn gli è valsa riconoscimenti in entrambi i mondi, sia artistico che commerciale. É stato un catalizzatore per il significativo cambiamento nel mondo dell’arte. Uno dei primi fotografi ad attraversare l’abisso che separava Magazine e fotografia d’arte, riducendo il divario tra arte e moda.

Irving Penn, Frozen Foods, New York, 1977, printed 1984, Dye transfer printI ritratti di Penn e le fotografie di moda definirono l’eleganza negli anni ‘50, ma nel corso della sua carriera ha anche trasformato banali segni, oggetti-storefront, cibo, mozziconi di sigarette, detriti di strada in immagini memorabili dalla inaspettata (spesso surreale) bellezza.

Oltre la bellezza. Superarla senza intaccarla, rendendola anzi semplice ed immediata. Irvin Penn lo ha fatto, in quasi settanta anni di carriera ha fotografato semplicemente oltre la bellezza.

Credits: © Courtesy of DMA – Dallas Museum of Art @ DMA.org