Ricerca e sperimentazione nell’arte di Franco Chiappetta

opera n° 1 di Franco ChiappettaFAENZA – Parlare dell’artista di origine calabrese Franco Chiappetta, è un viaggio affascinante che si sviluppa tra il disegno, l’aerografia, ceramica tradizionale e la tecnica Raku, la scultura, il design. La sua creatività l’ha ereditata dai genitori entrambi apprezzati artigiani, e fin da bambino si è avvicinato alle forme creative attraverso la musica e si è formato artisticamente negli anni in scuole e corsi di specializzazione e attraverso la frequentazione di varie botteghe artigiane. Vive e lavora da anni a Faenza nel conosciuta cittadina d’arte del ravennate e partecipa con successo a fiere e concorsi in Italia e all’estero. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di conoscerlo e porgli qualche domanda:

Franco, ci parli un po’ dei suoi inizi e quanto, se lo è, l’ha influenzata la sua terra d’origine.

“Il mio inizio coincide con una fine, mi spiego meglio, nel 1987 mi sono trasferito per lavoro in Emilia Romagna a Bologna, lasciando in Calabria gli affetti ,le amicizie, la musica, suonavo con un gruppo di amici per ciò mi sono trovato velocemente immerso in una nuova situazione, la fine di un periodo e l’inizio di un altro. Ricordo che una delle prime cose che ho fatto a Bologna è stato l’acquisto di una nuova tromba, la mia era rimasta in Calabria ,forse per distrarre la velata malinconia dei primi tempi mi esercitavo con un mio collega di lavoro che suonava il sax, la musica è una compagna fedele.

Spesso andavo a Firenze, avevo amici che studiavano architettura, è stato da loro che ho scoperto” l’aerografo”, mi sono innamorato subito di quel piccolo strumento che offriva innumerevoli campi di utilizzo. Così avendo sete di imparare in fretta, mi sono iscritto alla scuola di Silla Gardenghi a Bologna, dopo alcuni mesi ero in grado di utilizzarlo abbastanza bene. Come materiale di supporto ho scelto il plexiglass, materiale che utilizzo ancora oggi per la sua versatilità ed eleganza, da li sono partito con la mia prima produzione di oggetti di Art Design, era il 1989/90 e mi misuravo con un nuovo ambito creativo dopo quello musicale. La cosa mi entusiasmava molto, a circa 30 anni di distanza è ancora così’.

Successivamente mi sono dedicato quasi istintivamente alla mia terra, la Calabria, da quando era parte della” Magna Grecia”, dopo un periodo di studio e ricerca archeologica ho prodotto una serie di lavori, utilizzando i materiali che si usavano nel 500” a.c. marmo, bronzo, rame, ceramica ecc. è stato interessante ripercorrere la storia, dare una mia interpretazione a quelle che erano le modalità’ artigianali, artistiche, estetiche e tecniche del tempo, inoltre stato interessante scoprire aspetti di vita e costume che in quelle zone sopravvivono ancora oggi a 2500 anni di distanza.

Consiglio a tutti di rileggere la storia dei nostri rispettivi luoghi, si possono fare interessanti scoperte. Inoltre in tempi più recenti ho prodotto una serie di maioliche “cavillate” con disegni a china tratti da immagini o stampe di fine 800″, che rappresentavano alcuni scorci del mio paese “Montalto Uffugo” e anche la scena di apertura dell’opera, utilizzate dalla Direzione del Festival e Concorso Lirico dedicato al Maestro “Ruggiero Leoncavallo” autore dell’opera “Pagliacci” che proprio a Montalto ha vissuto in età giovanile, dove da fatti realmente accaduti, anni dopo si e’ ispirato per scrivere la sua principale opera”.

La sua ricerca si è sviluppata attraverso varie tecniche e utilizzo di materiale vario, qual è il campo creativo che predilige?

opera n°3 di Franco Chiappetta“La ricerca è sinonimo di curiosità, che è il vero motore di tutto. La mia formazione scolastica è stata di tipo tecnica, come anche la mia professione, ho maturato fin da giovane numerose esperienze lavorative in vari ambiti tecnici. Questo oggi mi offre la possibilità di trattare con competenza quasi tutti i metalli e molti altri materiali come anche le tecniche di lavorazione, spesso produco da solo anche i miei strumenti di lavoro per particolari utilizzi, oppure i forni per la ceramica per la tecnica Raku, avere un campo d’azione ampio significa essere attrezzati anche tecnicamente, visto che produco personalmente e completamente i miei oggetti.

Come campo creativo, da sempre sono attratto dal genere “Art Design”, mi piace dare anche una valenza funzionale oltre a quella estetica a un certo genere di oggetti, come ad esempio avviene con le mie sculture luminose, dove sperimento l’uso di materiali o cose destinate alla distruzione o in discarica, mentre come sorgente luminosa utilizzo la tecnologia LED, questo genere mi consente di unire vari aspetti per me interessanti.

Sperimentare l’effetto della luce LED colorata su vari materiali di recupero, esempio il PET delle bottiglie per l’acqua, oppure scarti di lavorazioni meccaniche come i trucioli di alluminio, oppure il sempre presente plexiglass, con sorprendenti risultati. Dare una nuova vita e diversa funzione a cose che normalmente buttiamo, realizzare un qualcosa che unisca artigianato, arte, design, riciclo, sostenibilità e basso consumo, magari può servire a stimolare le persone, verso un minore consumo di materie prime e un creativo riuso delle cose non più utilizzate.

É un esercizio interessante anche la modalità di progetto e di realizzazione ,il fatto di dover adattare al meglio il materiale o un oggetto nato per svolgere un’altra funzione, comporta una serie di valutazioni, in sostanza si decide cosa fare e come fare in base al materiale che è disponibile al momento, in campo musicale corrisponde al “Jazz” si improvvisa si va’ di istinto. Comunque posso dire che è sempre interessante creare , a prescindere,” non importa ciò che si fa’, e’ importante come si fa” così diceva un mio vecchio professore”.

Durante il suo percorso artistico, ha avuto dei modelli dai quali si è sentito particolarmente attratto?

opera n° 2 di Franco Chiappetta“Sicuramente i primi modelli esempio di creatività, mi viene offerto fin da piccolo dai miei genitori. Il personaggio che da sempre mi ha affascinato è Leonardo, questa figura rappresenta senza dubbio un condensato di scienza , arte, ingegneria, anatomia ecc. la vastità delle sue competenze è smisurata, le opere la ricerca i trattati gli scritti che ci ha lasciato ne sono la testimonianza, se consideriamo che di recente in una intervista un noto cardiochirurgo Inglese, ha dichiarato di avere applicato la tecnica di intervento al cuore che indicava Leonardo nei suoi trattati sul corpo umano. Quindi come si fa a non considerare una mente del genere come esempio.

Per tornare al presente ci sono tanti altri personaggi che meritano tanta attenzione, in campo artistico e nel design, come ad esempio il compianto Bruno Munari, grande Designer e Artista, persona di grande sensibilità, l’ironia dei suoi progetti, l’attenzione verso i bambini, l’essenza del suo pensiero, la semplicità la praticità dei suoi oggetti, grande persona Bruno Munari, il suo pensiero e racchiuso in queste parole ” da cosa nasce cosa” che è anche il titolo di un suo libro. Sarebbe da citarne tanti altri, l’Italia da questo punto di vista offre tanto, per certi versi è deprimente creare qualcosa sapendo che a precederci ci sono stati personaggi del genere, bisogna essere cauti prima di definirsi artisti, per questo motivo io preferisco definirmi artigiano, se e quanta arte c’é in quello che faccio, preferisco siano gli altri a dirlo”.

Cosa può dire a chi vuole iniziare una carriera artistica e quali sono, se li ha, i suoi programmi futuri?

“Iniziare un percorso Artistico significa avere avuto in precedenza la possibilità di maturare questa intenzione attraverso la scuola ad esempio, o come semplice passione, i motivi possono essere tanti, sicuramente si ha qualcosa da dire attraverso un personale linguaggio quindi bisogna già considerarsi fortunati, significa avere una certa sensibilità verso determinati temi una capacità di analisi che si esternerà attraverso l’Arte.

Passione e curiosità sono indispensabili, poi tanto lavoro, anche se io vivo tutto questo come un gioco, non bisogna avere un approccio severo, per me è e deve essere un piacere bisogna possibilmente godere dei piaceri che offre il gesto creativo, personalmente non vivo di questo lavoro, per ciò non ho l’assillo di vendere o di occuparmi di aspetti commerciali, ma se l’intenzione è quella di svolgere questa come professione allora è essenziale occuparsi seriamente degli aspetti economici e commerciali, non è semplice vivere di questo lavoro ,posso consigliare tanta cautela, come in altri ambiti quando si parla di soldi affiorano personaggi poco raccomandabili che ruotano intorno al sistema dell’Arte.

Inoltre, bisogna considerare che in Italia le condizioni e i costi per avviare una vera attività artigianale creativa, non sono favorevoli, ci sono notevoli capacità creative anche fra i giovani, ma e molto difficile per loro avviare una attività in proprio, per mia esperienza sono convinto che, se i settori che riguardano: artigianato artistico, arte, design autoprodotto di qualità, venissero organizzati a livello commerciale sotto un unico Brand, cioè raggruppare tramite adesione e autofinanziandosi in un ipotetico “Consorzio” di produttori, al quale delegare gli aspetti di promozione e commercializzazione dei prodotti degli associati, questo renderebbe più semplice ed efficace operare, considerando anche gli effetti della globalizzazione, che penalizza i piccoli produttori.

Penso che sia indispensabile modulare al meglio questi aspetti, il piccolo e bello non può sopravvivere, bisogna unire le forze per ottenere visibilità e risultati soprattutto all’estero, è un peccato avere tante competenze e non saperle sfruttare, in un’ottica più ampia abbiamo gli stessi deficit come Nazione, ma purtroppo la politica è distratta, non ha tempo per queste sciocchezze.

Lavorare bene e apprezzare le piccole gioie che quotidianamente ci procuriamo attraverso l’Arte, quando si portano a compimento lavori che hanno richiesto giorni o settimane di impegno e fatica, quando ti siedi e osservi in solitudine quello che hai creato, in quel momento provi una certa gioia, questo per me è il momento più bello, quello che giustifica tutto.

Programmi per il futuro, al momento sto preparando un periodo di soggiorno lavoro in Kenya, ho dei contatti con Artisti Italiani che lavorano nella zona di Malindi, mi hanno invitato in occasione di un mio recente viaggio, quindi andrò a produrre qualcosa li. penso anche di portare con me l’occorrente per poter allestire dei piccoli work shop o laboratori didattici di ceramica con la tecnica Raku a titolo gratuito, indirizzati ai giovani del posto, sono bravissimi artigiani, fanno ancora tutto a mano, mi piacerebbe trasmettere le nozioni che servono per fare della ceramica, qualcosa che ancora non conoscono”.