
Per Solinas si tratta di un “tradimento del voto popolare: oggi si consuma semplicemente il rito antico del trasformismo più becero: tre eletti nelle liste di un partito cambiano casacca”. Quanto all’abbraccio dei tre ormai ex con gli Azzurri di Tajani, per l’ex governatore e leader sardista “non possono esserci toni trionfalistici da parte di nessuno”, perché la questione non riguarda “ideali, cultura politica né senso di riconoscimento in una storia e in una ideologia: è solo utilitarismo, ambizione personale talmente ipertrofica da non vedere più l’orizzonte”.
“Il sardismo è un’altra cosa – conclude Solinas – e oggi, liberandosi di alcuni ospiti occasionali, fa un ulteriore passo verso la propria rigenerazione. Siamo nati per difendere la Sardegna e i diritti oppressi dei Sardi e non moriremo certo disciolti in nessun altro partito”.











