
“Riteniamo che il confronto con la pubblica amministrazione non debba passare attraverso i ricorsi al TAR – afferma CNA Cinema e Audiovisivo – crediamo fermamente nel metodo della concertazione come strada imprescindibile per chi rappresenta interessi collettivi. Per questo motivo, CNA Cinema e Audiovisivo non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di ricorrere le vie legali, né ha incoraggiato i propri associati a farlo”.
“Siamo consapevoli delle problematiche e dei rischi legati al nuovo impianto normativo ma ribadiamo che il dialogo e la collaborazione sono gli strumenti più efficaci per risolvere le criticità sollevate da tutti gli attori. Abbiamo sempre lavorato affinché si trovassero soluzioni sostenibili per le imprese del settore. Molto è già stato fatto con l’adozione dei decreti direttoriali, e confermiamo la nostra disponibilità a riprendere quanto prima il confronto con il Ministero della cultura, insieme alle altre Associazioni maggiormente rappresentative, per apportare le modifiche necessarie per garantire stabilità, chiarezza e crescita al sistema”.











