
I ruderi dell’Acquedotto erano un plastico costruito per le lucertole. E il tunnel di via del Quadraro ci vedeva stretti, me e l’Annunziata, stretti in un odore. Era il profumo di Roma. Aurelio Picca si muove in una città viva e contraddittoria, attraversando rioni storici e periferie, incontrando uomini e donne comuni, buttafuori, pugili, camiciaie, ma anche grandi nomi della cultura e del cinema. Una realtà che ogni giorno è completamente diversa, stravolta e magnifica, rispetto al giorno prima: una Roma di corpi e voci, di periferie e visioni, in cui convivono la grazia della cultura e il fango del quotidiano.
Con una lingua che trabocca di storia, cinema, letteratura, tra omaggi a Pasolini e Cinecittà e invettive contro chi tradisce la verità della città trasformandola in un grande set, Aurelio Picca racconta la Città Eterna nella sua forma più ruvida e carnale, autentica e struggente. Uno sguardo intenso e senza compromessi che, come Roma stessa, trafigge e incanta.











