
“Un percorso di riforma efficace – ha sottolineato CNA Cinema e Audiovisivo – deve muoversi in una logica sistemica, intervenendo su governance, strumenti finanziari e funzionamento amministrativo, evitando interventi frammentari che rischiano di accrescere l’incertezza regolatoria”. Con riferimento all’ipotesi di una riorganizzazione istituzionale del settore, è stata ribadita l’esigenza di una chiara distinzione tra funzioni di indirizzo politico, supporto tecnico e sedi di concertazione, sottolineando l’importanza di garantire autonomia, competenza e continuità amministrativa, soprattutto nella fase di transizione.
Nel merito degli strumenti di sostegno, CNA Cinema e Audiovisivo ha indicato la necessità di differenziare il credito d’imposta tra PMI indipendenti e grandi operatori, superare criteri esclusivamente quantitativi nell’accesso ai contributi selettivi e rafforzare il coordinamento tra politiche nazionali, regionali ed europee, valorizzando il ruolo delle Film Commission. Secondo Cna Cinema e Audiovisivo, qualsiasi intervento di riforma dovrebbe essere accompagnato da meccanismi di transizione graduale e da un confronto strutturato con il settore, per salvaguardare la continuità produttiva e la credibilità del sistema italiano del cinema e dell’audiovisivo nel medio-lungo periodo.











