
In una Parigi intima e insolita, dall’incontro casuale tra l’americano Paul e la francese Paulette nasce un insolito rapporto che si sviluppa attorno a un gioco macabro: la messa in scena di crimini cruenti di epoche passate nei luoghi in cui sono avvenuti. Per lei è un tentativo di fuggire dai ricordi che la perseguitano. Per lui, aspirante fotografo, un modo di esprimersi. Insieme creano un mondo tutto loro, uno spazio sospeso, fragile e inevitabilmente destinato a trasformarsi. Per quanto le loro strade rimarranno unite?
Sotto la superficie della commedia poco romantica e molto cinica, PAUL & PAULETTE TAKE A BATH oscilla tra malinconia e grottesco, raccontando due solitudini che si riconoscono senza però mai riuscire davvero a coincidere. Attraverso leggerezza e inquietudine, il film affronta temi contemporanei come il fascino del true crime, la nostra attrazione per i luoghi segnati dalla tragedia e il bisogno di mettere in scena sé stessi per riuscire a stare al mondo.
«Guardiamo i film per nuotare nelle vite degli altri», racconta Massey. «Con questo film volevo spingere quell’impulso più in là, esplorando anche il suo lato oscuro: cosa dice di noi il nostro interesse per il dolore e per la morte?». L’ispirazione iniziale proviene dalla celebre fotografia di Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler, immagine che ha suggerito al regista una riflessione sulla dissonanza tra intimità quotidiana e peso della storia, e su come i luoghi cambino quando vengono attraversati dalle narrazioni che li abitano.
Scritto, diretto e prodotto in totale indipendenza, l’esordio di Massey è stato accolto per il suo sguardo personale e disincantato, capace di unire racconto classico e sensibilità contemporanea, muovendosi tra humour nero, romanticismo sghembo e osservazione emotiva. Un film che guarda al presente senza nostalgia, lasciando spazio all’incertezza, al vagare e alla possibilità del cambiamento.











