Al via all’Orto Botanico dell’Università di Palermo “Celibi. Storia di una migrazione botanica” dell’artista Donata Lazzarini

PALERMO – Al via “Celibi. Storia di una migrazione botanica, dell’artista Donata Lazzarini”, a cura di Maria Rosa Sossai. Il progetto analizza le conseguenze del depauperamento della biodiversità attraverso i linguaggi dell’arte, dell’educazione, della ricerca scientifica con giornate di approfondimento – che consisteranno in una visita guidata con studenti e pubblico, un laboratorio, un seminario, un convegno internazionale – e una mostra dal titolo “Il giorno in cui Woodii si svegliò femmina”, che sarà inaugurata l’8 maggio alle ore 17 nell’OrtoBotanico dell’Università degli Studi di Palermo.

Sostenuto dall’avviso pubblico PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto è commissionato da Unipa Heritage, il Sistema Museale dell’Università degli Studi di Palermo, con l’obiettivo di realizzare delle nuove opere d’arte da destinare all’Orto Botanico.

Prosegue così il percorso attraverso l’arte e la cultura contemporanea che l’importante istituzione scientifica ha intrapreso sin dal 2017 ospitando la sezione Garden of Flows della Biennale Manifesta 12- Palermo, e gli interventi e le opere di artisti come Fallen Fruit, Domenico Pellegrino, Alessandro Sala e Francesco Diluca, solo per citarne alcuni. Su questa scia, l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo, il più ricco d’Italia e tra i primi in Europa con la sua eccellente collezione scientifica composta da oltre 12.000 specie di piante viventi e caratterizzato da un’estensione di circa 10 ettari, è promotore del progetto di Donata Lazzarini, artista e docente di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, la cui ricerca si focalizza sulle relazioni tra ambiente e paesaggio attraverso pratiche artistiche diversificate.

“Celibi. Storia di una migrazione botanica” prende avvio da una vicenda emblematica della storia della botanica, quella di Encephalartos woodii, una delle piante più rare del pianeta. Scoperta nel 1895 nella foresta di Ngoye (KwaZulu-Natal, Sudafrica) dal botanico John Medley Wood, dal quale la pianta prese il nome, E. woodii è una cicadea appartenente all’ordine delle Cycadales, tra le forme vegetali più antiche della Terra. Di questa specie fu rinvenuto soltanto un gruppo maschile policormico; lo sradicamento e il trasferimento degli esemplari esistenti ne decretò l’estinzione in natura nel 1916, pur consentendone la sopravvivenza ex situ in orti botanici e collezioni. Oggi E. woodii vive soltanto come clone o ibrido; il più vicino alla specie originaria sudafricana è Encephalartos woodii × natalensis, custodito presso l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo.