
Valditara ha difeso con vigore la riforma dell’istruzione tecnica e professionale (il modello 4+2), respingendo le critiche. “Accusarmi di voler creare nuovi schiavi degli imprenditori – ha detto – è un’accusa fuori dal tempo. Il collegamento scuola-impresa è una priorità europea per garantire ai giovani occupazione rapida e retribuzioni dignitose”. Il ministro ha poi toccato il tema della sicurezza, confermando l’efficacia dei controlli tramite metal detector mobili. “Sono stati sequestrati centinaia di coltelli e persino machete. Non è repressione, è tutela: non esiste il diritto di portare armi in classe”.
Nel corso dell’incontro Valditara ha rivendicato i successi nel contrasto alla dispersione scolastica, con l’Italia scesa all’8,2% (sotto la media UE del 9,1%): “In tre anni abbiamo recuperato mezzo milione di ragazzi, togliendoli dalla strada e dal lavoro nero. Grazie a tutor e Decreto Caivano, diamo risposte reali contro la demagogia”. Di parere opposto i manifestanti che, su iniziativa di Udu, sindacati e Casa del Popolo, hanno contestato la visita istituzionale. “Siamo qui come studenti e lavoratrici per dire no a queste politiche e chiedere un confronto reale”, hanno dichiarati i rappresentanti dell’Udu. “Le riforme devono essere frutto di collaborazione con chi vive la scuola ogni giorno, non imposizioni calate dall’alto. Continueremo a contestare il ministro finché non inizierà ad ascoltare le nostre voci e a dare risposte concrete alle nostre necessità”.











