Great Place to Work Italia pubblica il ranking 2026 dei Best Workplaces for Gen Z: fiducia all’88%, leadership al 90% e forti opportunità di innovazione
La Generazione Z sta cambiando il mercato del lavoro e le aziende che vogliono restare competitive devono imparare a parlare la sua lingua. È il messaggio che arriva dalla nuova edizione del Best Workplaces for Gen Z 2026, il ranking elaborato da Great Place to Work Italia ascoltando le opinioni di oltre 5.000 giovani nati dopo il 1998, su un totale di quasi 40.000 rispondenti appartenenti a 92 organizzazioni.
Il risultato è una fotografia nitida: nelle 20 aziende premiate, la fiducia interna raggiunge livelli altissimi (Trust Index all’88%, contro il 42% della media italiana), mentre la qualità della leadership tocca quota 90%, più del doppio rispetto al dato nazionale (39%). Quasi un giovane su due (48%) dichiara di avere “molte” opportunità di innovazione, contro il 6% registrato nelle aziende italiane standard.
Secondo Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia, la capacità di attrarre e trattenere i profili junior è oggi un vantaggio competitivo decisivo: «In un contesto di invecchiamento demografico, le aziende che sapranno interessare e ispirare i giovani saranno quelle che guideranno la transizione digitale e garantiranno continuità alla propria popolazione aziendale».
I settori dei sogni per la Gen Z
A emergere dal ranking sono soprattutto i comparti più dinamici:
- Information Technology (35%)
- Servizi professionali (25%)
- Retail, servizi finanziari e assicurativi, ospitalità (10%)
- Manifattura, advertising & marketing (5%)
Una distribuzione che conferma l’attrattività dei settori più innovativi e digitali, dove i giovani trovano maggiori opportunità di crescita, sperimentazione e sviluppo professionale.
Le 20 aziende migliori per la Gen Z
Sul podio della classifica 2026 troviamo:
- Edera Nordest – servizi finanziari
- Bending Spoons – information technology
- Quantyca – consulenza IT e data management
A seguire, una lista eterogenea di realtà che hanno saputo costruire ambienti di lavoro inclusivi, stimolanti e capaci di valorizzare i giovani talenti: Jet HR, Accuracy, Groupe ISAGRI, Hilton, Méthode, Kiabi, Octopus Energy, Florence One, Auxiell, Fiabilis Consulting Group, Aton SpA, GLAS Italy, Reverse, Caffeina, Up2You, Gruppo Breaders e Sector Alarm.
Il divario con l’azienda media italiana
I dati mostrano una distanza netta tra le imprese eccellenti e la norma nazionale:
- Ascolto e valorizzazione dei collaboratori: 90% vs 28%
- Innovazione e sperimentazione: 83% vs 26%
- Opportunità di crescita: 84% vs 29%
- Competenza della leadership: 93% vs 36%
- Coerenza dei responsabili: 91% vs 33%
- Imparzialità manageriale: 86% vs 29%
- Qualità complessiva dell’esperienza lavorativa: 86% vs 29%
Nelle aziende best, solo il 9% dei giovani percepisce “poche” opportunità di innovazione e appena il 2% “nessuna”, contro il 52% complessivo della media italiana.
Una generazione che cresce e che costa
Il peso dei collaboratori nati dopo il 1998 è passato dal 5% al 13% in tre anni, segno di una presenza sempre più rilevante. Ma la Gen Z è anche una generazione che si ridurrà numericamente e che richiederà investimenti crescenti: chi saprà attrarla oggi avrà un vantaggio competitivo domani.
Il ranking 2026 di Great Place to Work Italia conferma che i giovani cercano trasparenza, equità, ascolto e leadership coerente. Le aziende che sapranno rispondere a questi bisogni saranno quelle capaci di guidare il futuro del lavoro.












