
Tra riflessioni e ricordi personali, storia dell’arte e letteratura, l’autore indaga la natura del segno grafico nelle sue componenti culturali, storiche e perfino anatomiche. Tracciare segni con la penna implica metafore e traslati che collegano il gesto della scrittura ad altre attività dell’essere umano, dall’agricoltura al ricamo. Scrivere presuppone, dunque, memorie sociali che hanno formato la coscienza collettiva e che ancora, per quanto implicite, hanno il potere di “fare comunità”.
Nicola Gardini è autore di numerosi libri – romanzi, saggi, raccolte di poesia – e professore di Letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford. È anche presidente della casa editrice Salani e pittore. Tra i suoi libri recenti il saggio Il più bel romanzo del mondo (2025) e il romanzo Daddy (2026). Celebre il suo Viva il latino (2016), bestseller internazionale.











