
Il taglio delle accise disposto dal Governo, pur necessario, ha contenuto soltanto in parte l’aumento dei prezzi alla pompa. Inoltre, oltre 24mila titolari di licenze taxi e più di 17mila titolari di autorizzazioni NCC sono rimasti esclusi dal credito d’imposta straordinario contro il caro carburanti. Per CNA Fita è necessario superare la logica degli interventi generalizzati e concentrare le risorse sulle attività per le quali benzina e gasolio costituiscono un fattore produttivo essenziale e una delle principali voci di costo.
Taxi e NCC condividono due richieste. La prima è il riconoscimento di un contributo straordinario una tantum, per recuperare almeno in parte i maggiori costi sostenuti nei mesi passati. La seconda è il rinnovo di un ecobonus specifico per la rottamazione e la sostituzione dei veicoli, favorendo l’acquisto di mezzi elettrici, ibridi o comunque a basse emissioni.
Accanto alla piattaforma comune, le due categorie hanno indicato soluzioni coerenti con le rispettive modalità operative. Per il servizio taxi, sottoposto a tariffazione amministrata, CNA Fita chiede di modificare i criteri del credito d’imposta ordinario. L’agevolazione non dovrebbe più essere calcolata su quantità forfettarie legate alla densità demografica del comune e ai giorni di servizio, ma sui litri effettivamente acquistati e documentati fiscalmente.
CNA Fita Taxi propone inoltre di introdurre nella legge quadro sul trasporto pubblico non di linea un supplemento tariffario temporaneo e automatico. Il cosiddetto fuel surcharge dovrebbe attivarsi quando il prezzo del carburante supera una soglia predeterminata, evitando che gli aumenti straordinari erodano la sostenibilità di servizi effettuati a tariffa pubblica.
Per gli NCC auto il problema riguarda soprattutto i contratti stipulati prima della crisi energetica. Molte imprese stanno ancora erogando servizi sulla base di corrispettivi definiti quando i carburanti avevano prezzi sensibilmente inferiori, senza la possibilità di adeguarli durante l’esecuzione del contratto.
CNA Fita NCC Auto chiede quindi un credito d’imposta dedicato, capace di compensare almeno in parte la mancata revisione dei prezzi e di ristabilire condizioni di maggiore equilibrio economico.
“Taxi e NCC svolgono una funzione complementare e integrativa rispetto a treni, aerei e trasporto pubblico di linea. Non chiediamo interventi indiscriminati, ma misure temporanee, selettive e proporzionate all’effettivo impiego professionale del carburante. Occorre tutelare la continuità dei servizi, la redditività delle imprese e il lavoro di oltre 41mila operatori”.








