Mulè, missione in Giappone: “Diplomazia parlamentare essenziale per cooperazione, dialogo è metodo e responsabilità”

TOKYO – Con l’intervento al dialogo Italia Giappone su “Design, tecnologia e innovazione” tra Enzo Mattioli Ferrari e il designer giapponese Ken Okuyama presso l’ambasciata d’Italia a Tokyo al quale ha partecipato la principessa Akiko di Mikasa si è conclusa la terza giornata della missione del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. In precedenza il vicepresidente ha tenuto un’affollata “Lectio magistralis” agli studenti dell’Università Keio di Tokyo, una delle istituzioni più antiche e autorevoli del Paese, dal titolo: “Diplomazia parlamentare e relazioni italo-giapponesi: il dialogo tra le istituzioni come strumento per promuovere la pace e la fiducia e costruire il futuro”.

“La diplomazia parlamentare non è una semplice appendice della diplomazia governativa, ma una componente essenziale della cooperazione internazionale. Il rapporto tra Italia e Giappone ne costituisce un esempio particolarmente significativo”, ha detto Mulè elencando tutti i campi che vedono impegnate le assemblee elettive. E ha sottolineato: “Anche se può apparire come una sorta di ‘romanticismo costituzionale’, ritengo che le nostre democrazie si fondano su un comune, totale e sovrapponibile principio: la sovranità è affidata interamente nelle mani del popolo. Ed è dal popolo e cioè dal potere predominante del parlamento che discende qualsiasi altro potere a cominciare da quello governativo. Italia e Giappone in questo sono gemelli nella loro architettura costituzionale”.

Rispondendo alle domande degli studenti, il vicepresidente Mulè ha concluso: “Il significato più alto della diplomazia parlamentare è così riassumibile: fare del dialogo non una cerimonia, ma un metodo; non un gesto occasionale, ma una responsabilità; non soltanto uno strumento delle relazioni tra Stati, ma una promessa rivolta ai cittadini e alle generazioni che verranno”.