
“La diplomazia parlamentare non è una semplice appendice della diplomazia governativa, ma una componente essenziale della cooperazione internazionale. Il rapporto tra Italia e Giappone ne costituisce un esempio particolarmente significativo”, ha detto Mulè elencando tutti i campi che vedono impegnate le assemblee elettive. E ha sottolineato: “Anche se può apparire come una sorta di ‘romanticismo costituzionale’, ritengo che le nostre democrazie si fondano su un comune, totale e sovrapponibile principio: la sovranità è affidata interamente nelle mani del popolo. Ed è dal popolo e cioè dal potere predominante del parlamento che discende qualsiasi altro potere a cominciare da quello governativo. Italia e Giappone in questo sono gemelli nella loro architettura costituzionale”.
Rispondendo alle domande degli studenti, il vicepresidente Mulè ha concluso: “Il significato più alto della diplomazia parlamentare è così riassumibile: fare del dialogo non una cerimonia, ma un metodo; non un gesto occasionale, ma una responsabilità; non soltanto uno strumento delle relazioni tra Stati, ma una promessa rivolta ai cittadini e alle generazioni che verranno”.











