
E’ la prima riflessione di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, sull’ultima indagine condotta dal suo team di esperti sulla base dei più recenti dati INAIL. E così, insieme all’analisi degli infortuni mortali della Penisola, si profila una nuova demografia dell’insicurezza.
“Una società sempre più multietnica impone un’integrazione non solo dal punto di vista sociale e lavorativo – sottolinea l’Ing. Rossato – ma anche un’integrazione fondamentale sul fronte della sicurezza sul lavoro. E, ci auguriamo – prosegue il Presidente – che questa mappatura dell’emergenza porti alla diffusione di una nuova sensibilità soprattutto tra i datori di lavoro che contano tra i propri dipendenti anche collaboratori stranieri”.
Intanto, in testa alla graduatoria nazionale per numero di vittime all’inizio del nuovo anno c’è la Lombardia, con 10 infortuni mortali totali sul lavoro.
Sul podio anche Veneto (5) e Sicilia (4). Seguono Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Toscana (3), Umbria, Puglia e Calabria (2). E Abruzzo, Trentino Alto Adige, Marche, Molise, Liguria, Campania, Basilicata (1).
Ad indossare, invece, la maglia nera nella classifica provinciale nel primo mese 2019 sono Mantova e Roma con 3 vittime. Le fasce d’età più colpite – che costituiscono oltre la metà di tutte le morti sul lavoro – sono comprese tra i 45 e i 64 anni.
Il settore più colpito per numero di casi di morte in occasione di lavoro non è determinato dall’INAIL e registra 17 casi. Seguono, trasporto e magazzinaggio (4 casi) e commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (3 casi).
Al fine di promuovere e diffondere la Cultura della Sicurezza sul Lavoro, ci auguriamo che il comunicato non solo sia un utile strumento di lavoro per Voi ma anche una fonte di riflessione e di analisi di fronte alla grave situazione che colpisce la nostra Penisola.











