
Poi Renzi aggiunge: «Ha visto che cosa è successo? Hanno cercato di approvare nottetempo un documento decisivo per il futuro del nostro Paese senza averlo letto. Non dico senza averlo fatto vedere a noi, ma nemmeno senza averlo letto loro. Quando il premier dice che quello non era un emendamento alla legge di Bilancio e viene smentito dai suoi ministri provo dispiacere per lui: un tempo ci si domandava chi scrivesse i testi di Palazzo Chigi, adesso la domanda è se c’è qualcuno che li legga. Io chiedo solo serietà».
E infine il senatore toscano afferma: «Qui c’è un Paese da ricostruire, abbiamo una piccola finestra temporale in cui possiamo spendere trecento miliardi. Posso discuterne o devo solo dire Sì a documenti impresentabili? Perché se servono gli schiaccia-tasti facciano senza di noi. Se serve gente che studia i contenuti, invece, ci siamo. Questa è la differenza tra populismo e politica».











