
Il segmento del retail è stato quello maggiormente impattato dalla pandemia. La ristorazione, che negli scorsi anni aveva trainato il mercato dei locali commerciali, e che è stata penalizzata dall’assenza di turismo e dal ricorso massiccio allo smartworking. Sembrano tenere le attività che si sono riorganizzate attraverso piattaforme e-commerce integrando il canale on line con il punto vendita fisico, i negozi di vicinato e la grande e media distribuzione, grazie all’apertura di supermercati di prossimità.
Nelle vie di passaggio si ricorre sempre meno al pagamento con la key money; la liberazione di spazi sta portando, quando possibile, a riposizionamenti per quelle realtà del retail che possono permetterselo. Nelle vie non di passaggio continua la ricerca di spazi da destinare ad uso ufficio e, ove possibile, per un cambio di destinazione d’uso in abitazione. L’80% delle richieste inserite nella banca dati del Gruppo Tecnocasa sono indirizzate verso tipologie in locazione, mentre il 20% verso quelle in vendita.
L’80% di chi cerca in locazione vorrebbe aprire un’attività di somministrazione e ristorazione. Si registra anche una buona domanda per avviare attività di servizi alla persona. In questo scenario di incertezza gli investitori si muovono con cautela o provano a realizzare acquisti opportunistici anche se non sempre trovano riscontro. Si chiedono rendimenti più elevati (che arrivano anche al 10% annuo lordo) a fronte di un maggiore rischio di vacancy. Il 45% delle richieste di acquisto presenti nella banca dati del Gruppo Tecnocasa è finalizzata all’investimento immobiliare. Le metrature più richieste sono inferiori a 100 mq (raccolgono infatti l’80,8% in acquisto e il 75,6% in locazione).











