Arianna Faiella, tra emozioni variopinte e riflessioni velate

imaginary landscapeMolto spesso l’artista utilizza il mezzo espressivo per delineare e definire uno stato d’animo, un momento fugace che il secondo successivo è già mutato; per Arianna Faiella invece l’arte sembra essere un prolungamento naturale del suo modo di essere, di uno sguardo sorridente nei confronti della bellezza del mondo e dell’esistenza.

La tecnica dell’Astrattismo si lega indissolubilmente a una spontaneità istintiva che sente il bisogno impellente di sfuggire e sottrarsi a qualunque schema, a qualsiasi legge stilistica o grafica, proprio per dare spazio e rendere protagonista assoluta l’emozione, quell’interiorità libera e incontenibile che deve necessariamente manifestarsi al di sopra di ogni regola. Il percorso formativo della Faiella testimonia come per lei la scelta dell’astratto sia un punto di arrivo preceduto da una formazione accademica di lunga data. Comincia a disegnare alle elementari, anni nei quali vince diversi premi in quella disciplina, e poi continua a esercitare la pittura per tutto il periodo del Liceo Classico frequentando gli atelier dei più importanti maestri d’arte di Sulmona prima, e di Firenze poi, dove si iscrive ai prestigiosi corsi della Scuola di Nudo presso l’Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano. E non si ferma lì, consegue infatti con lode la Laurea triennale in Design del Tessuto e quella specialistica in Produzione di Arte Tessile presso l’Università degli Studi di Firenze. Dunque la sua formazione è completamente orientata alla creatività artistica a tutto tondo, che le permette di esplorare e mescolare tra loro tecniche differenti fondendole e plasmandole a seconda dell’ambito nel quale, di volta in volta, sceglie di esprimersi.

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La sua esperienza professionale nel campo della moda – dalla Sartoria Teatrale Fiorentina agli uffici stilistici del Gruppo Lineapiù di Prato, da Enrico Coveri Mason a Emilio Pucci, da Roberto Cavalli a Burberry a Londra e infine la lunga esperienza da Gianni Versace dove lavora attualmente – le hanno permesso di sperimentare un linguaggio materico nel quale i tessuti entrano a far parte delle opere, attraverso un dialogo, un’interconnessione in cui l’emotività del colore non può prescindere dalla viscosità della materia, dal tessuto inteso come seconda pelle che a volte rivela e a volte nasconde, velandolo, lo stato d’animo del momento creativo. Poliedricità sembra essere la parola chiave di Arianna Faiella, che svela un atteggiamento positivo e sorridente nei confronti della vita, un approccio vivace e colorato dove le tonalità devono necessariamente essere piene e anche dense, così come le sue pennellate che in alcuni casi sfiorano il materico proprio per rappresentare l’intensità di un’esistenza che deve essere vissuta in pieno, godendone dei momenti belli e superando con determinazione e coraggio quelli meno belli, perché in fondo fanno parte di un percorso che porta a un’importante evoluzione.

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2 Imaginary Landscape 3
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3 Imaginary Landscape 4

I tulipani di Imaginary Landscape 3 sono un chiaro esempio di questo suo modo di vedere la realtà, un’esplosione colorata di toni decisi e solari come vivace e sorridente dovrebbe essere ogni giorno; o le fiamme emotive di Imaginary Landscape 4 che raccontano di uno stato d’animo in crescendo, descritto dalle tonalità più fredde in basso per poi scaldarsi nelle intermedie e raggiungere quelle più legate all’anima nella parte superiore del dipinto.

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4 Inside 44

E poi sorprende con Inside 44, in cui il tulle sembra voler velare quell’interiorità che in qualche modo ha bisogno di sentirsi protetta, non tanto trattenuta quanto racchiusa in un bozzolo necessario per la meditazione, per l’interiorizzazione di un momento che diversamente non potrebbe essere colto.

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5 Happy Autumn

Persino l’autunno, normalmente caratterizzato da tonalità spente, diventa un’occasione per gioire della trasformazione di una stagione, che metaforicamente rappresenta un rinnovamento, un cambiamento verso qualcosa di nuovo che, come tale, va accolto e respirato a pieni polmoni, notandone la meraviglia dello spostamento verso un modo di vedere e di vivere, differente dal precedente, e proprio per questo stupefacente. La sperimentazione di Arianna Faiella non si ferma però alla pittura, bensì si espande e si declina in un personalissimo modo di intendere la fotografia: lei, che non può prescindere dal mondo professionale che tanto ama, sceglie di rubare, ancora una volta, alla moda la tecnica della stampa su tessuto, declinando le stoffe in basi su cui imprimere le immagini fotografiche di luoghi non luoghi nascosti dalle gocce della pioggia, frammenti di emozione visiva ma, soprattutto, volta all’interiorità più profonda che da quelle gocce non può che sentirsi protetta. Le fotografie sono immerse nella dimensione metropolitana delle città, in cui tutto avviene velocemente e rumorosamente, eppure negli scatti della Faiella si ha la sensazione di trovarsi in una dimensione sospesa, silenziosa, attutita di un vivere quotidiano che non concede di cogliere l’attimo che invece l’artista cattura.

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7 Percezione 13

Usa lo chiffon come base di stampa, tessuto trasparente che permette all’osservatore di guardare le immagini da punti di vista diversi dandogli, al tempo stesso, la sensazione di poter proteggere quel momento intimo da un altro da sé che lo distoglierebbe dal suo sentire. Nel corso della sua carriera Arianna Faiella ha partecipato a importanti collettive su tutto il territorio nazionale ottenendo successo di pubblico e di critica e riconoscimenti alla sua arte.

ARIANNA FAIELLA-CONTATTI

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