Assegno Unico 2026, che succede se non aggiorni l’ISEE: cosa rischi di perdere

Il 2026 porta con sé diverse novità legate all’Assegno Unico, ecco quali sono le più importanti da tenere a mente.

L’INPS ha confermato che anche nel 2026 l’Assegno Unico Universale verrà rinnovato automaticamente, senza necessità di presentare una nuova domanda per la maggior parte dei beneficiari. La circolare n. 7/2026 chiarisce che la continuità dell’erogazione è garantita esclusivamente ai nuclei con domanda in stato “accolta” e privi di provvedimenti sospensivi.

Il pagamento proseguirà quindi sulle stesse coordinate bancarie o postali già registrate, con rivalutazione applicata da febbraio sulla base dell’indice Istat. Il rinnovo automatico, tuttavia, non esonera i contribuenti dall’obbligo di monitorare la propria posizione amministrativa.

Assegno Unico, attenzione alle scadenze

La mancata comunicazione di variazioni rilevanti può infatti determinare errori nei pagamenti o la sospensione dell’assegno. Esistono situazioni specifiche in cui è obbligatorio aggiornare i dati del nucleo familiare tramite la piattaforma INPS.

Assegno Unico 2026, che succede se non aggiorni l'ISEE
Bisognerà prestare maggiore attenzione alla correttezza dei dati – lopinionista.it

Tra queste rientrano la nascita di nuovi figli, l’ingresso di ulteriori soggetti a carico e il compimento della maggiore età dei figli già beneficiari. È necessario intervenire anche in caso di variazioni nel grado di disabilità riconosciuto dalle commissioni competenti, poiché tali elementi incidono direttamente sull’importo spettante.

Devono inoltre essere comunicate eventuali modifiche alle modalità di pagamento, incluse variazioni dell’IBAN o l’apertura di conti cointestati. L’omissione di queste comunicazioni può comportare ritardi, sospensioni o ricalcoli sfavorevoli dell’assegno.

Un punto fondamentale riguarda l’aggiornamento dell’ISEE, che non viene rinnovato automaticamente con la domanda dell’Assegno Unico. In assenza di una nuova DSU valida per il 2026, l’INPS applicherà l’importo minimo previsto dalla normativa a partire dal mese di marzo.

È però prevista una finestra di regolarizzazione che consente di recuperare gli importi pieni senza perdere arretrati. Presentando l’ISEE entro il 30 giugno 2026, il beneficiario avrà diritto al conguaglio degli importi spettanti da gennaio, con accredito integrale delle somme maturate.

Questo meccanismo tutela i nuclei che, pur non aggiornando tempestivamente la DSU, provvedono entro i termini stabiliti. Per verificare la corretta attivazione del rinnovo automatico è possibile consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino tramite SPID, CIE o CNS.

Nella sezione dedicata alle prestazioni familiari è possibile controllare lo stato della domanda e individuare eventuali anomalie che potrebbero bloccare l’erogazione. Questo controllo risulta particolarmente utile nei mesi di febbraio e marzo, quando l’INPS effettua i ricalcoli annuali sulla base delle nuove tabelle.

La verifica tempestiva consente di intervenire rapidamente in caso di errori, evitando ritardi nei pagamenti o importi inferiori al dovuto. Il sistema di rinnovo automatico semplifica la gestione dell’Assegno Unico, ma richiede comunque attenzione costante da parte dei beneficiari.