Tecnologia

Ayvens Mobility Guide 2026

L’Italia accelera sulla mobilità elettrica. Fiscalità, TCO e Decreto Omnibus i nuovi driver per le flotte aziendali

La transizione verso la mobilità elettrica in Europa sta cambiando paradigma. È questo il messaggio principale che emerge dalla European Mobility Guide 2026 di Ayvens, lo studio che analizza il livello di maturità della mobilità elettrica in 30 Paesi europei. Se negli ultimi anni il mercato è stato sostenuto principalmente da incentivi diretti all’acquisto, oggi gli elementi che guidano realmente l’adozione dei veicoli a zero emissioni sono la competitività del Total Cost of Ownership (TCO), la fiscalità e la capacità delle aziende di integrare l’elettrificazione all’interno delle proprie strategie.

La metodologia dello studio si basa sulla valutazione di cinque pilastri fondamentali per definire lo “scoring” di ogni paese:

  • il livello di adozione di veicoli elettrici (basato sui volumi di vendita);
  • la densità di infrastrutture pubbliche di ricarica elettrica;

  • l’impatto della fiscalità e della regolamentazione locale (come i fringe benefit);
  • il confronto del Total Cost of Ownership (TCO) tra veicoli elettrici ed endotermici;

  • la rilevanza della sostenibilità della rete elettrica nazionale.

Secondo questi parametri l’Italia raggiunge un punteggio di 54 punti su 100, posizionandosi tra i mercati europei “in transizione”: un ecosistema che presenta ancora margini di sviluppo rispetto a Paesi leader come Norvegia o Belgio, ma che mostra segnali sempre più concreti di accelerazione trainati dall’attenzione delle aziende ai temi ESG e dall’evoluzione normativa.

Fiscalità e TCO: i nuovi driver della mobilità aziendale

Uno dei trend più interessanti evidenziati dalla Mobility Guide 2026 riguarda il progressivo spostamento dell’attenzione verso strumenti strutturali. La leva fiscale rappresenta oggi il fattore più determinante nello sviluppo della mobilità elettrica in Europa. Per le imprese italiane, il nuovo regime fiscale sulle auto aziendali ridisegna la tassazione del fringe benefit in base all’alimentazione:

  • veicoli 100% elettrici, imposizione al 10%;
  • plug-in hybrid, imposizione al 20%;
  • alimentazioni tradizionali (benzina e diesel), imposizione al 50%.

Una differenza che rende il veicolo elettrico particolarmente vantaggioso sia per l’azienda sia per il driver, spingendo le organizzazioni a una radicale revisione delle proprie car policy.

L’impatto del Decreto Omnibus sulle strategie di fleet management

Accanto alle misure dedicate all’elettrificazione, il quadro normativo si arricchisce di un elemento di grande attualità destinato ad avere un impatto significativo sulle flotte aziendali. Il recente Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148 (Decreto Omnibus), correttivo della riforma fiscale, modifica infatti i criteri di determinazione del fringe benefit delle auto in uso promiscuo introducendo la variabile dell’anzianità del veicolo.

A partire dall’anno successivo al compimento del quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore imponibile utilizzato per il calcolo del fringe benefit viene incrementato del 50% (cui si aggiunge una maggiorazione forfettaria del 5% per accessori e allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI). Per i fleet manager si tratta di un cambiamento di rotta rilevante: se fino a ieri l’attenzione era concentrata sulla tipologia di alimentazione, oggi diventa fondamentale la gestione del ciclo di sostituzione della flotta e la pianificazione del rinnovo dei veicoli per ottimizzare i costi e la fiscalità.

“La Mobility Guide 2026 evidenzia come la mobilità elettrica in Italia stia entrando in una fase di maggiore maturità. Oggi la transizione non è più guidata soltanto dagli incentivi, ma sempre più da fattori strutturali come fiscalità, Total Cost of Ownership, infrastrutture di ricarica e gestione del ciclo di vita dei veicoli”. Commenta Federico De Marchis, Commercial Director di Ayvens Italia. “Anche le recenti evoluzioni normative, dai fringe benefit alle disposizioni introdotte dal Decreto Omnibus 2026, confermano la necessità di una pianificazione strategica della flotta. In questo contesto, il ruolo di un partner di mobilità diventa fondamentale per accompagnare le aziende nella definizione di strategie integrate che combinino elettrificazione, efficienza economica, compliance normativa e sostenibilità. Le organizzazioni che sapranno adottare una visione di lungo periodo potranno trasformare la transizione della mobilità in un concreto vantaggio competitivo per il business e per le proprie persone”.

Chi è Ayvens

Ayvens è uno dei leader globali nella mobilità, impegnato a migliorare la qualità della vita dei propri clienti, dalle grandi aziende nazionali, internazionali e PMI sino ai professionisti e ai privati. Il Gruppo gestisce contratti di noleggio full service, servizi flessibili e molteplici soluzioni di mobilità per la gestione delle flotte. Presente in 40 paesi, con oltre 13.000 dipendenti, 3,1 milioni di veicoli e una delle più grandi flotte al mondo di veicoli elettrici multibrand, Ayvens detiene una posizione privilegiata per guidare la transizione verso la riduzione delle emissioni e promuovere la trasformazione digitale del settore della mobilità. L’azienda è quotata nel Compartimento A dell’indice Euronext di Parigi (ISIN: FR0013258662; Ticker: AYV). Sociéte Générale Group è l’azionista di maggioranza di Ayvens.

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Informazioni su Ayvens in Italia

Sul mercato italiano è parte del gruppo Ayvens la società ALD Automotive Italia che opera con il brand Ayvens e si pone come interlocutore per grandi aziende, PA, Piccole Medie Imprese, professionisti e privati, offrendo servizi di noleggio a lungo termine, flessibili a medio termine e di fleet management, verso una mobilità a zero emissioni attraverso innovazione e servizi tecnologici. ALD Automotive Italia | Ayvens nasce dall’integrazione di ALD Automotive e LeasePlan, aziende presenti da oltre 40 anni in Italia. Oggi ALD Automotive Italia | Ayvens con oltre 300.000 veicoli in flotta e oltre 100.000 clienti, ha una capillare copertura nel Paese sia per la proposizione commerciale sul territorio che per l’assistenza e la manutenzione.

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Redazione L'Opinionista

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