Bollette non pagate, occhio perché il conto può essere a rischio. Ecco che cosa è necessario sapere, in merito.
Il capitolo delle bollette è diventato, negli ultimi anni, uno dei più spinosi per milioni di famiglie italiane. I rincari continui di luce, gas e servizi essenziali hanno inciso in modo profondo sui bilanci domestici, trasformando spese un tempo ordinarie in un peso sempre più difficile da sostenere.
In molti casi, far quadrare i conti è diventata una vera prova di resistenza, soprattutto per chi deve già fronteggiare affitti, mutui e costi quotidiani in costante aumento.
In questo contesto fragile, non sono pochi i cittadini che, per necessità o mancanza di alternative, finiscono per rimandare il pagamento di una o più bollette. Una scelta che può sembrare temporanea, ma che nasconde conseguenze spesso sottovalutate.
Tra queste, una delle più temute riguarda il rischio di azioni esecutive sul patrimonio personale. Capire quando e come il mancato pagamento può arrivare a coinvolgere il conto corrente è fondamentale per evitare sorprese e tutelarsi in tempo.
Il timore di subire un pignoramento per una bolletta non pagata è diffuso, ma la realtà giuridica è più articolata di quanto spesso si creda. Il mancato versamento di una fattura per luce, gas, acqua o telefono non comporta automaticamente l’aggressione a beni o conti correnti.
Prima di arrivare a una misura così incisiva, il creditore deve seguire un percorso preciso e ottenere un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo o una sentenza.
Questo passaggio non è solo formale: il debitore deve essere correttamente informato e ha il diritto di difendersi, contestare l’importo, segnalare eventuali errori o far valere la prescrizione del credito.
Solo quando questi passaggi vengono ignorati o superati senza opposizione, si apre la strada all’esecuzione forzata. Non esistono soglie minime fissate dalla legge.
Anche debiti relativamente contenuti, infatti, se accumulati nel tempo, possono teoricamente portare a un pignoramento. Nella pratica, però, le aziende valutano la convenienza economica dell’azione e intervengono soprattutto in presenza di importi rilevanti o di totale inerzia del debitore.
Tra le forme più temute c’è il pignoramento del conto corrente, che può bloccare le somme disponibili in modo improvviso. La legge, tuttavia, prevede tutele precise, soprattutto per stipendi e pensioni, garantendo una soglia minima di sopravvivenza. Conoscere questi limiti e agire tempestivamente, anche con il supporto di un legale, può fare la differenza tra una procedura che va avanti senza ostacoli e una che viene sospesa o ridimensionata. Informazione e attenzione restano le prime armi di difesa.
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