A raccogliere il testimone è Nicodemo Gatti, chiamato a riaprire un caso archiviato troppo in fretta. La sua inchiesta si muove tra Firenze e la costa apuana, dove emergono interessi economici, opacità amministrative e possibili violazioni ambientali. Ogni pista porta a un nuovo livello di profondità, come se il territorio stesso custodisse verità scomode.
Attorno ai due protagonisti si muove una galleria di personaggi realistici, segnati da contraddizioni e fragilità. Neri costruisce un mosaico narrativo in cui legalità e abuso si sfiorano continuamente, rendendo difficile distinguere il confine tra ciò che è giusto e ciò che è conveniente. La tensione cresce pagina dopo pagina, sostenuta da una scrittura che alterna introspezione, ritmo investigativo e attenzione al paesaggio umano e geografico.
Il romanzo si chiude con una rivelazione che non cerca l’effetto sorpresa fine a sé stesso, ma che nasce dalla logica interna della storia, dal lavoro paziente degli investigatori e dalla capacità dell’autore di far emergere le zone d’ombra di una comunità. Un finale che lascia il lettore con la sensazione di aver attraversato un territorio vivo, complesso, segnato da luci e ombre.
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