Calenda: “Telegram ricettacolo di odio e illegalità, va chiuso”

ROMA – “Telegram è da molto tempo un ricettacolo di odio e illegalità che andrebbe chiuso. Non possiamo continuare a far finta di nulla”. Così Carlo Calenda (foto) sul suo account X commenta l’arresto in Umbria di un ragazzo di Pescara, residente a Perugia, con l’accusa di aver progettato una strage a scuola.

Il giovane seguiva un gruppo Telegram incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della ‘razza ariana’. Da qui le riflessioni del segretario di Azione.