Camminare su un mare di nuvole: la scala più pericolosa al mondo ma la vista è sconvolgente

Camminare sulla scala più pericolosa al mondo è legato soprattutto all’esposizione a condizioni metereologiche imprevedibili.

La celebre Ha’iku Stairs, conosciuta anche come Stairway to Heaven, ha da poco iniziato il suo processo di demolizione sull’isola di Oahu alle Hawaii, segnando la fine di un’era per una delle scalinate più affascinanti e pericolose del mondo. Costruita negli anni Quaranta dalla Marina militare americana, questa struttura ha incarnato un pezzo di storia della Seconda Guerra Mondiale prima di diventare una meta proibita per turisti e avventurieri.

La celebre Ha’iku Stairs, conosciuta anche come Stairway to Heaven, ha da poco iniziato il suo processo
La storia e il fascino della Stairway to Heaven (www.lopinionista.it)

La Ha’iku Stairs si compone di circa 3.922 gradini in acciaio che si inerpicano lungo le ripide montagne Koolau, regalando ai pochi coraggiosi che vi si avventuravano una vista mozzafiato sopra un mare di nuvole. Originariamente realizzata come struttura militare, la scala serviva per raggiungere una stazione radio strategica, necessaria per le comunicazioni con le navi della Marina impegnate nel Pacifico durante la guerra.

Dopo la chiusura ufficiale nel 1987, la scala è rimasta comunque un’attrazione illegale: molti escursionisti hanno continuato a sfidare i divieti, rischiando non solo la propria incolumità ma anche pesanti sanzioni economiche, con multe che potevano arrivare fino a mille dollari. La presenza di numerosi visitatori non autorizzati ha creato non pochi problemi anche agli abitanti locali, che si sono lamentati per il disturbo e i rischi legati a queste incursioni notturne, spinte spesso dal desiderio di ammirare l’alba in un contesto unico.

I motivi della demolizione e le operazioni in corso

Il rischio elevato nel percorrere la scala più pericolosa al mondo è legato soprattutto all’esposizione a condizioni metereologiche spesso imprevedibili e alle caratteristiche stesse del percorso, che si snoda su scogliere ripide e scivolose. Tra il 2010 e il 2022, come riportato da fonti ufficiali, sono state oltre 188 le persone soccorse durante tentativi di scalata, mentre circa 11.000 individui sono stati allontanati dalle autorità tra il 2017 e il 2020.

Questa situazione ha spinto le autorità locali a prendere la decisione di procedere alla demolizione della struttura a partire da aprile 2024, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza pubblica, tutelare la qualità della vita dei residenti e preservare l’ambiente circostante. Il progetto prevede anche il ripristino della vegetazione autoctona che un tempo caratterizzava la zona, contribuendo a far ritornare il paesaggio al suo aspetto naturale. Una porzione della scala sarà comunque mantenuta come monumento storico, a memoria del suo ruolo cruciale durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Stairway to Heaven non è soltanto una scalata fisica, ma anche un simbolo culturale e storico, un luogo che ha affascinato
Un simbolo tra storia e mito (www.lopinionista.it)

La Stairway to Heaven non è soltanto una scalata fisica, ma anche un simbolo culturale e storico, un luogo che ha affascinato generazioni di visitatori e che ha ispirato numerose leggende legate alla sua vista panoramica e alla sua natura proibita. Il nome stesso, che in inglese significa «scalinata per il paradiso», evoca immagini di un cammino verso l’alto, sospeso tra cielo e terra, un’esperienza metaforica oltre che fisica.

Parallelamente, il termine “Stairway to Heaven” richiama anche la celebre canzone dei Led Zeppelin, un brano iconico del rock britannico del 1971 che, pur non essendo direttamente collegato alla scala hawaiana, ha contribuito a far conoscere a livello globale questa espressione carica di simbolismo. Il testo della canzone, scritto da Robert Plant, è intriso di riferimenti mistici e ambigui, e rappresenta un altro tipo di “viaggio verso il paradiso”, questa volta di natura spirituale e artistica.

La decisione di demolire la scala segna dunque la fine di una tappa storica ma non cancella il fascino intrinseco di questo luogo, che continua a vivere nella memoria collettiva e nei racconti di chi ha avuto il coraggio di affrontare i suoi gradini.