Canarie, viaggio tra borghi rurali e borghi di pescatori

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garachico tenerife

Gli affascinanti paesi marinari e gli insediamenti rurali nell’entroterra sono elementi peculiari dell’arcipelago spagnolo. Qui si respira la storia e la cultura di queste terre, crocevia dei traffici dall’Europa al Nuovo Continente

Ogni isola dell’arcipelago delle Canarie ha una propria identità Identità, che si esprime nella varietà dei panorami, verdeggianti, rocciosi, vulcanici o desertici, e che si rispecchia nei suoi centri abitati. Allo stesso tempo tutte le isole condividono un patrimonio di tradizioni e cultura tipico dei borghi rurali e dei paesi di pescatori, fatto di una storia millenaria che ha visto queste isole come ultimo avamposto prima delle traversate dell’Oceano.

Per parlare della cultura canaria non si può prescindere dal racconto delle influenze straniere: romane e arabe prima, poi spagnole, inglese, francesi e fiamminghe. La storia racconta sia degli aborigeni sia dei primi coloni, con monumenti emblematici, edifici storici e opere di artisti che hanno lasciato la loro impronta nei piccoli centri lungo la costa e nell’entroterra. La memoria delle otto Canarie passa proprio attraverso le piccole chiese, i vicoli stretti, le case affacciate sul mare dei borghi più suggestivi dell’arcipelago.

Il borgo di Santa Lucia a Gran Canaria

Questo borgo è caratterizzato da un’architettura tipica, di edifici bassi, bianchi e ricoperti di tetti con tegole arabe e soffitti a volte. Il villaggio di Santa Lucía si trova in campagna a un’altitudine di 680 metri sul livello del mare. Al centro del paese spicca la cupola della Chiesa di Santa Lucia, simbolo inconfondibile della cittadina. In questa zona rurale crescono gli ulivi, e nel tempo si è sviluppata la raccolta delle olive e la produzione dell’olio extravergine di oliva. Tutto intorno ci sono campi terrazzati che caratterizzano il paesaggio circostante insieme alle palme da datteri.

Il minivillaggio di Tiñor a El Hierro

È il più piccolo borgo di El Hierro, ci vivono una ventina di persone in tutto, per raggiungerlo si deve deviare dalla strada che porta da Valverde a San Andrés ed El Pinar. Ha case tradizionali ben tenute, a base di roccia vulcanica nera e tegole piatte di tipo inglese, e il colore bianco delle abitazioni spicca nel verde della natura che circonda il villaggio. Passare da qui è un’esperienza che vale la pena vivere prima di conoscere i dintorni. Lungo la strada che da Tiñor conduce a El Pinar, verso sud, merita una sosta il Mirador de Isora, a 820 metri sul livello del mare, per ammirare il panorama spettacolare sulla Conca di Las Playas.

Il borgo di Garachico a Tenerife

Garachico è uno dei paesini più incantevoli dell’isola. La sua storia si può conoscere passeggiando per il centro storico, caraterizzato da un ricco patrimonio architettonico risalente ai secoli XVI e XVII. È uno dei centri storici artistici e meglio conservati e rappresentativi delle isole Canarie. Il suo porto è stato il punto di riferimento nel traffico commerciale tra l’Europa e le colonie spagnole in America; la parte più antica è stata distrutta nel 1706 da un’eruzione vulcanica. Gli effetti più evidenti di questo fenomeno è El Caletón, una serie di piscine naturali formate dalla lava sulla costa della cittadina.

Il villaggio di pescatori sull’isolotto di Lobos, vicino a Fuerteventura

In realtà questo borgo marinaro non si trova proprio sull’isola di Fuertevetura ma sull’isolotto di Lobos, che si raggiunge in circa venti minuti di barca partendo da Corralejo. Arrivati sull’isolotto, il cui nome deriva dai leoni marini che un tempo abitavano l’isola, ci si troverà davanti una dozzina di casupole che si specchiano su di un mare turchese. Le abitazioni bianche dalle porte blu erano le residenze dei pescatori.

Caleta del Sebo a La Graciosa

È il centro principale dell’isola di La Graciosa, unica isola abitata del Parco Naturale Arcipelago Chinijo, nel nord-ovest di Lanzarote. Dalla località di Órzola (nord di Lanzarote) partono giornalmente traghetti che in mezz’ora conducono in questo lembo di terra lontano da tutto e da tutti, con case bianche e strade di sabbia dorata. Un eremo di pace e tranquillità a due passi dal mare. A Caleta de Sebo è possibile noleggiare taxi-jeep o biciclette per visitare i luoghi più interessanti di La Graciosa. La dimensione ridotta dell’isola permette di percorrerla anche a piedi lungo i suoi sentieri.

San Andrés y Sauces a La Palma

Il borgo di San Andrés y Sauces è un unico comune formato da due antichi centri abitati, si trova lungo la costa nordorientale dell’isola di La Palma, circondato da fertili campagne e profonde gole. Qui si può ammirare la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, risalente al XVI secolo, una delle più antiche di La Palma; nella Chiesa di Los Sauces, invece, si trovano quadri e sculture del Rinascimento fiammingo. La vegetazione tutt’attorno al borgo è varia: piscine naturali, sorgenti d’acqua, foreste di lauro, colture di banane e patata dolce. A Poca distanza si trova il piccolo e incantevole villaggio di pescatori di Puerto Espindola.

Il centro di Vallehermoso e i borghi satelliti, La Gomera

Nella zona occidentale di La Gomera, l’isola verde, si trova Vallehermoso. In passato sorgeva in un’area agricola dove si coltivava prima la canna da zucchero e poi le banane. Oggi è il turismo a sostenere l’economia locale. Il suo centro storico corre intorno alla piazza di La Constitución e ai quartieri di Triana e Vegueta, ispirati a quelli omonimi del capoluogo dell’isola, con case tradizionali dalle mura bianche e particolari in legno, disposte nelle sue strade principali, in cui il tempo sembra fermarsi. Attorno a Vallehermoso si scorgono meravigliosi paesaggi naturali e campi terrazzati. Dalla collina si erge in tutta la sua bellezza naturale la Roque Cano, una formazione rocciosa considerata un simbolo di La Gomera. Nei dintorni si possono visitare le frazioni minori, piccoli borghi che incarnano l’anima più autentica delle Canarie rurali, come Arguamul e Alojera.

Il villaggio di Haria a Lanzarote

Situato nella cosiddetta “valle de las mil palmeras”, un’oasi verde in mezzo all’arida terra dell’isola, Haria si trova alla base del vulcano della Corona. Qui è d’obbligo la visita alla Casa Museo del noto artista César Manrique e a uno degli edifici religiosi più antichi, l’eremo di San Juan Bautista, che si incontra all’inizio del villaggio.