
Da qui il suo rapporto con il silenzio e la sua fede “arrabbiata”: «Avevo chiesto che si salvasse l’operaio travolto dalla Torre dei Conti e invece è morto. Lo so, può sembrare ingenuo ma ora mi passerà. La fede va e viene, ma l’esempio di mia madre mi tiene in piedi. Lei – continua l’attore – era una cattolica giusta, ci credeva davvero e il suo esempio ha fatto sì che io non perda mai la fiducia, la fede e la speranza». E sulla sua partecipazione a Messa rivela: «Nessuno lo sa, ma spesso mi rifugio in piccole chiese fuori orario, seduto in ultima fila. È l’unico modo per ascoltarmi davvero».
Poi il passaggio sui giovani, cui è dedicata la stagione della serie tv: «Li invito a diventare “sacerdoti del bello”, che non vuol dire diventare per forza artisti, ma cercare di guardare oltre l’oscurità di questi tempi. Curando ciò che più si ama». Su papa Leone, ammette: «Devo ancora capirlo. Secondo me manca ancora un discorso importante. Finora sta dicendo cosa giuste ed è un’ottima guida, ma aspetto ancora il discorso che ti rimane dentro. Infine, racconta un fatto inedito che gli è capitato, a proposito degli effetti della sua popolarità: «Di recente sono stato a un funerale, dove ho detto due parole sul caro defunto. A cerimonia finita, il sacerdote mi ha portato in sacrestia solo per chiedermi una foto: “Signor Verdone, scusi, ma io un selfie con lei lo devo avere. Poi sono arrivati anche il concelebrante e i chierichetti!».










