Tra canali, antichi mulini e tradizioni tessili, offre un viaggio suggestivo tra storia, natura e cultura. Cosa non perdere
Nota come la “Piccola Venezia dell’Umbria” o il “Borgo delle Acque”. Situata a 648 metri di altitudine, questa frazione montana conserva intatto il fascino di un tempo grazie ai suoi canali, ruscelli e cascatelle che attraversano il centro storico, creando un’atmosfera unica in un panorama di pace e natura.

Il nome stesso, che significa “sorgenti impetuose”, richiama l’importanza vitale che l’acqua ha avuto per l’economia e la vita quotidiana degli abitanti.
Un borgo da scoprire
Nel cuore dell’Umbria, a pochi chilometri da Foligno, si cela un antico borgo che incanta per il suo intreccio d’acque e storia: Rasiglia. Nel corso dei secoli, Rasiglia si è sviluppata attorno al fiume Menotre, le cui sorgenti, come la celebre Capovena, alimentano i piccoli corsi d’acqua e le cascate che animano il borgo.
Originariamente, Rasiglia fu un centro nevralgico per la lavorazione della lana e delle fibre tessili, con numerosi mulini, gualchiere e lanifici che sfruttavano la forza idraulica del Menotre per alimentare i telai. Oggi, molti di questi edifici sono stati restaurati o riconvertiti, mantenendo viva la memoria di un’industria che ha segnato profondamente la storia locale.
Una visita a Rasiglia richiede circa due ore, ma il ritmo lento e rilassato delle sue vie invita a fermarsi più a lungo, per immergersi nel suono rilassante dell’acqua e nella bellezza naturale circostante. Il percorso si snoda tra vicoli fioriti e antiche testimonianze, ecco le tappe principali:

- Giardini pubblici con il monumento al fuso e al gomitolo, simboli dell’identità tessile del borgo;
- L’Ex Lanificio Accorimboni, ora spazio culturale;
- La Peschiera, vasca storica dove un tempo si lavavano le pecore prima della tosatura, oggi uno dei luoghi più fotografati;
- Gli Ex Mulino Silvestri e Mulino Accorimboni, che raccontano la storia della molitura e della forza idraulica;
- Il raro telaio Jacquard e la gualchiera Accorimboni, testimonianze di archeologia industriale;
- Il lavatoio, perfettamente restaurato, dove un tempo le donne lavavano i panni;
- La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, risalente al XVIII secolo, con il suo prezioso organo del 1788;
- L’Ex centralina Accorimboni, esempio di archeologia industriale idroelettrica;
- La Sorgente Capovena e la vicina Risorgiva, cuore pulsante delle acque del borgo;
- I resti del Castello dei Trinci, che dominava la valle per controllare la via della Spina;
- Il punto panoramico dalla Torre, per una vista mozzafiato sulla valle del Menotre e il borgo.
La storia di Rasiglia è profondamente legata alla sua posizione geografica e al fiume Menotre. Le prime tracce del borgo risalgono al XIII secolo, citato negli archivi dell’Abbazia di Sassovivo, con la chiesa di San Pietro come primo edificio di culto. Nel Medioevo, la famiglia Trinci, signori di Foligno, rafforzarono la rocca di Rasiglia per difendere l’alta valle e la via commerciale della Spina.
Oggi il borgo vive una stagione di rilancio culturale e turistico, grazie all’impegno dell’Associazione Rasiglia e le sue Sorgenti, che promuove eventi come la rievocazione storica della tessitura “Penelope a Rasiglia”, il suggestivo Presepe Vivente ambientato nei primi del Novecento e il festival letterario estivo “Risorgive Letterarie”, dedicato a tematiche sociali e di genere.
Nei dintorni di Rasiglia si trovano ulteriori attrazioni naturali e culturali, come il Parco Regionale di Colfiorito, le Cascate del Menotre, il borgo di Trevi con i suoi scorci medievali e la famosa produzione di olio d’oliva, e le suggestive Fonti del Clitunno, dichiarate riserva naturale.











