Cinema in lutto, morto il leggendario Sean Connery

L’attore si é spento nel sonno all’età di 90 anni; mancava dalle scene dal 2003. Aveva raggiunto la fama col personaggio di James Bond

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NASSAU – Il mondo del cinema e non solo piange la scomparsa di Sean Connery, avvenuta la scorsa notta nella sua casa alle Bahamas. A dare l’annuncio é stato il figlio Jason, il quale ha dichiararo che l’attore scozzese é mancato circondato dai suoi cari e che é stato un colpo per quanto non stesse bene da tempo. Jason ha aggiunto che oggi é un triste giorno per tutti coloro che conoscevano e amavanosuo padre e una triste perdita per tutte le persone in tutto il mondo che ne hanno apprezzato le capacità di attore.

Conney mancava dalle scene dal 2003 anni quando, secondo indiscrezioni, fu colpito da una malattia neurodegenerativa.

Nato a Edimburgo il 25 agosto 1930,  in carriera ha vinto un Premio Oscar, tre Golden Globe  e due Premi BAFTA. Ha raggiunto la celebrità grazie al personaggio di James Bond, nome in codice 007, l’agente segreto britannico protagonista dei romanzi di Ian Fleming, ruolo che ricoprì in sette pellicole. Evitò di rimanere intrappolato in un unico ruolo grazie alle esperienze che seguirono, dimostrando capacità e versatilità in ruoli differenti e impegnativi, con registi prestigiosi come Sidney Lumet, Alfred Hitchcock e John Huston.

Un grande consenso della critica arrivò con l’interpretazione di Guglielmo da Baskerville, il monaco enigmatico, ma razionale del film Il nome della rosa (1986) di Jean-Jacques Annaud, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Umberto Eco. Con il film The Untouchables – Gli intoccabili (1987) di Brian De Palma, Connery ottenne la definitiva consacrazione grazie al ruolo di Jimmy Malone, incorruttibile poliziotto e difensore della giustizia, accanto a Kevin Costner, Robert De Niro e Andy García. Per questa interpretazione ottenne un premio Oscar e un Golden Globe nella categoria miglior attore non protagonista. Seguirono il thriller Il presidio – Scena di un crimine (1988) di Peter Hyams, mentre nel 1989 regalò altre due interpretazioni: in Sono affari di famiglia, diretto nuovamente da Sidney Lumet, con Dustin Hoffman e Matthew Broderick, fu un affascinante ed astuto ladro, mentre in Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg, con Harrison Ford, interpretò il padre del protagonista. Ne La casa Russia (1990), diretto da Fred Schepisi e tratto dall’omonimo romanzo di John le Carré, recitò la parte dell’anticonformista editore/clarinettista Bartholomew ‘Barley’ Scott Blair, che viene coinvolto insieme a Michelle Pfeiffer in un’intricata spy-story internazionale ambientata a Mosca.

Sempre nel 1990 vestì i panni di Marko Ramius, comandante del sottomarino sovietico Ottobre Rosso in Caccia a Ottobre Rosso diretto da John McTiernan. L’anno dopo partecipò al film Robin Hood – Principe dei ladri di Kevin Reynolds, dove in un cameo interpreta Riccardo Cuor di Leone. Nel 1994 prese parte al film Il primo cavaliere, con Richard Gere e Julia Ormond, dove interpretò Re Artù, mentre fu un elegante ma micidiale ex agente segreto britannico, ingiustamente imprigionato negli Stati Uniti, nell’avventuroso The Rock (1996) di Michael Bay. Vestì di nuovo i panni di un ladro, complice di Catherine Zeta Jones, in Entrapment (1999) di Jon Amiel. Nel 2003 fu protagonista e co-produttore esecutivo ne La leggenda degli uomini straordinari di Stephen Norrington, ispirato al fumetto La Lega degli Straordinari Gentlemen e in cui interpreta un anziano Allan Quatermain.