Questa tendenza pesa soprattutto sulle piccole imprese. L’anno scorso in media la bolletta delle imprese con consumi fino a 20 MWh è risultata più alta del 29,4% della media nell’Unione Europea. Un differenziale che diminuisce progressivamente all’aumentare del consumo tant’è che le energivore pagano l’energia soltanto il 4% in più della media UE.
Più in dettaglio le piccole imprese nel 2024 hanno pagato 435 euro per MWh, 99 euro in più della media europea mentre per le energivore il prezzo medio è stato di 155 euro rispetto ai 149 nell’UE. Da evidenziare l’aumento del differenziale tra piccole imprese e energivore, le prime in Italia pagano l’energia quasi tre volte rispetto a quelle con consumi nella fascia 70.000-150.000 MWh.
La ragione del gap è la struttura della bolletta. Per le piccole imprese i costi energetici effettivi sfiorano il 60% del costo totale, per le energivore rappresentano oltre il 77% della bolletta. Oltre al consistente peso del fisco, su 11,2 miliardi l’anno di oneri generali di sistema, oltre la metà è finanziato dalle PMI.
Le prospettive sono preoccupanti. Il trend rialzista delle quotazioni dell’energia elettrica all’ingrosso è destinato a diventare più pronunciato a causa dell’aggravarsi delle tensioni geopolitiche come evidenziano i corsi di petrolio e gas degli ultimi giorni.
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