“Ogni volta che ho avuto modo di incontrarlo — prosegue Zaia — i suoi occhi arrivavano prima delle parole. C’era in lui una dolcezza rara, una forza mai esibita, una capacità unica di trasformare la sofferenza in coraggio e il coraggio in speranza. Per me è stato un esempio: non solo un atleta straordinario, ma un uomo capace di insegnare, senza retorica, che ogni difficoltà nella vita si può scegliere di affrontarla con sorriso e amore”.
“Ogni veneto gli ha voluto bene davvero, di questo sono certo. Perché Zanardi non apparteneva solo allo sport: apparteneva a tutti quelli che, guardandolo, hanno trovato una ragione per rialzarsi. Oggi il suo sorriso ci manca già, ma il suo esempio continuerà a correre molto più lontano di ogni traguardo”. E conclude: “È bene iniziare a riflettere tutti assieme su come ricordarne la memoria nel modo più giusto, all’altezza dell’affetto, della gratitudine e della stima che questa terra ha sempre avuto per lui”.
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