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Giornata della libertà di stampa, Papa Leone: “Diritto spesso violato”

CITTA’ DEL VATICANO – “Oggi si celebra la giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall’Unesco. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza”. Lo ha detto Papa Leone XIV al Regina Coeli in piazza San Pietro a Roma ricordando la giornata del 3 maggio che, in Italia, è anche dedicata alla memoria dei giornalisti uccisi per il loro lavoro.

Questa invece la dichiarazione del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli: “I giornalisti italiani hanno versato un alto tributo di sangue per la libertà di stampa, 31 uccisi per aver cercato la verità, per raccontare fatti scomodi: criminalità organizzata, poteri occulti, corruzione, l’orrore delle guerre, dei massacri e di turpi traffici internazionali. Facevano solo il loro mestiere. Il 3 maggio è la giornata alla loro memoria, ma anche la giornata internazionale della libertà di stampa e ringrazio Papa Leone per averlo ricordato oggi nel corso del Regina Coeli”.

Intanto, aggiunge Bartoli, “la situazione in Italia è sempre più grave. Le classifiche di RSF vedono scivolare l’Italia al 56° posto, così come confermano gli allarmi delle varie organizzazioni europee di monitoraggio sulla libertà dei media. Le raccomandazioni della Commissione UE cadono nel vuoto, in particolare sulle azioni giudiziarie intimidatorie, civili e penali (le SLAPP), che pesano come spade di Damocle sulla testa dei giornalisti. Anche le annunciate aggravanti contro le aggressioni e le minacce ai cronisti – che continuano ad aumentare in modo esponenziale – sono state derubricate a legge ordinaria. Per non parlare dei temi del lavoro e dell’equo compenso, sospesi in un limbo. Come Ordine nazionale abbiamo detto tutto questo, dati alla mano, al Presidente della Repubblica, ai presidenti di Senato e Camera, in tutte le audizioni in Parlamento. Evitiamo, però, che le celebrazioni si trasformino in vuota retorica; la memoria degli uccisi si onora mettendo in atto azioni concrete per la libertà di stampa, rimuovendo norme inadeguate e ostative e favorendo la piena agibilità per i giornalisti a svolgere la loro professione. Non un interesse di categoria, ma per il diritto dei cittadini a essere correttamente informati”, conclude Bartoli.

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Redazione L'Opinionista

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