Confedercontribuenti chiede che non si ridimensionino bonus, ecobonus e sismabonus

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ROMA – I Bonus per l’edilizia sono stati un’importante opportunità di crescita e sviluppo per il nostro Paese. La volontà di voler ridimensionare tali strumenti che si sono rivelati delle vere e proprie opportunità di crescita economica, ammodernamento ed efficientamento energetico del Paese, preoccupa cittadini, lavoratori e imprese. A difesa dei Bonus, Ecobonus e Sisma Bonus si schiera Confedercontribuenti, che li definisce «importanti strumenti di sviluppo del sistema economico italiano».

Secondo il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, «i Bonus sono stati l’unica opportunità di crescita e di sviluppo per il nostro Paese. Lo dimostra il Pil dell’edilizia registrato al +7,5% e siamo ancora in fase di incremento. Ma stranamente la politica tende a ridimensionarlo pur essendo stato uno strumento che  ha creato 650mila nuovi posti di lavoro; che sta facendo lavorare 60mila imprese in tutto il Paese e sta equilibrando tutto il sistema dell’edilizia e della filiera. L’obiettivo più importante che si sta raggiungendo con questi strumenti è che si stanno mettendo a norma in materia di risparmio energetico e di sisma bonus migliaia di condomini, centinaia di singole abitazioni. Rasenta l’incredibile – commenta ancora Finocchiaro – il fatto che la politica voglia ridimensionare uno strumento importante sulla base della scoperta di alcune truffe».

La soluzione per Confedercontribuenti deve essere diversa. «Si colpiscano i cittadini e le aziende che hanno messo in atto le truffe ma non tutto il comparto – spiega il presidente di Confedercontribuenti – Il 99% delle aziende ha lavorato per creare e sviluppo e ricchezza, trainando la ripresa dell’economia italiana, togliendo i costi impropri agli ammortizzatori sociali, preferendo invece fare lavorare la gente. Ancora una volta stiamo assistendo in questi giorni alla chiusura della cessione del Credito anche di Poste Italiane, di una struttura che è di fatto partecipata allo Stato, e vediamo come centinaia di migliaia di famiglie sono di nuovo in difficoltà. Questo è drammatico, ed è una vergogna nazionale mettere uno stop in un momento in cui si voleva creare sviluppo. Si cambi il passo. Il Governo dimostri di non volersi adeguare alle logiche del Governo precedente, anche se noi sismo pessimisti perché pare che vogliano ridimensionare il credito di imposta dal 110% al 90%».