Coronavirus in Italia, bollettino del giorno 11 giugno 2020: +379 nuovi casi

coronavirus covid-19 giovedì

Il bollettino dell’ 11 giugno 2020 ci parla di 379 nuovi casi e di una decrescita di 1.073 ricoverati, 13 in terapia intensiva; 53 morti

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, giovedì 11 giugno 2020, andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile, che saranno preceduti a tutti gli aggiornamenti della giornata.

DATI COVID-19 IN ITALIA IL 10 GIUGNO

Nel giorno in cui sono state annunciato l’allentamento delle misure restrittive, il totale delle persone che hanno contratto il virus era 235.763, con un incremento rispetto a martedì di 202 nuovi casi. Il numero totale di positivi era di 31.710, con una decrescita di 1.162 assistiti. Tra i positivi, 249 erano in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 14 pazienti. 4.320 persone erano ricoverate con sintomi, con un decremento di 261 pazienti. 27.141 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, erano in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti sono stati 71 e hanno portano il totale a 34.114. Il numero complessivo dei dimessi e guariti é salito invece a 169.939, con un incremento di 1.293 persone.

STATISTICHE PER REGIONE

Nel dettaglio, i casi positivi erano 17.857 in Lombardia, 3.372 in Piemonte, 2.061 in Emilia-Romagna, 965 in Veneto, 539 in Toscana, 245 in Liguria, 2.566 nel Lazio, 947 nelle Marche, 642 in Campania, 557 in Puglia, 80 nella Provincia autonoma di Trento, 853 in Sicilia, 113 in Friuli Venezia Giulia, 550 in Abruzzo, 94 nella Provincia autonoma di Bolzano, 28 in Umbria, 50 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 54 in Calabria, 120 in Molise e 11 in Basilicata.

CTS: CON SCUOLE APERTE RT A 1,33

In audizione in commissione Istruzione e Cultura alla Camera, Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il dipartimento della Protezione civileha dichiarato che si fossere riaperte tutte le scuole a metà maggio, l’Rt sarebbe passato da 0,67  1,33. I paesi che hanno riaperto, come Germania, Francia e Israele, hanno visto pochi giorni dopo la riapertura focolai epidemici che hanno imposto la richiusura delle scuole.

CONTE SU MANCATE ZONE ROSSE

Venerdì mattina il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferirà ai pm di Bergamo per l’inchiesta sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo. Conte è stato convocato come persona informata sui fatti e probabilmente verrà audito a Roma. Il presidente del Consiglio ha dichiarato alla stampa di non essere preoccupato e che non si tratta di un atteggiamento di arroganza: racconerà tutto ciò di cui é a conoscenza.

IN ARRIVO UN NUOVO DPCM

Il presidente del Consiglio ha annunciato che il governo sta lavorando a un nuovo dpcm, perché ci sono tanti interventi in scadenza ma non apporterà novità sotanziali. “Dobbiamo rispettare il distanziamento, se non c’è usare le mascherine, ma non possiamo tenere un Paese bloccato”.

BERGAMO; VIETATA LA VENDITA DELLE BEVANDE D’ASPORTO

A Bergamo é stata firmata l’ordinanza che vieterà la vendita di bevande d’asporto in città, anche non alcooliche, dalla prossima settimana, tutti i giorni dalle 19 fino alle 7 del giorno successivo dal 18 giugno e fino al 31 luglio. Un provvedimento che mira a evitare, spiega il Comune in una nota, soprattutto tra i più giovani, assembramenti e i comportamenti della cosiddetta movida, da evitare nei mesi di convivenza con il Coronavirus, soprattutto nella città di Bergamo, così colpita dal virus nei mesi scorsi.

INFETTIVOLOGO BASSETTI SU ASINTOMATICI

Il Professor Matteo Bassetti, Direttore del Reparto Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha scritto un lungo post sul proofilo Facebook parlando degli asintomatici. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato una dichiarazione che ha destato diverse polemiche: i soggetti infettati e asintomatici hanno meno probabilità di diffondere il contagio del SarsCov-2 rispetto a quelli che hanno sviluppato sintomi.Credo che l’OMS dovrebbe usare un po’ più di cautela quando vengono date certe notizie. Da un’istituzione internazionale così importante ci si aspetta che nel momento in cui si pronuncia, lo faccia su delle chiarissime e incontrovertibili evidenze scientifiche.Buona parte delle misure che stiamo utilizzando, sono infatti state prese proprio per evitare il contagio dagli asintomatici e che questi ultimi rappresentino un problema importante. In ogni caso credo che il tema degli asintomatici andrebbe studiato di più e meglio: probabilmente gli asintomatici non sono tutti uguali. La possibilità o meno di trasmettere il virus è una questione legata alla carica virale, può variare tra soggetto e soggetto e più è bassa più calano le probabilità di contagiosità.Ci sono infatti 4 categorie di asintomatici:
– gli asintomatici che resteranno tali e che sono portatori sani del virus; questi dovrebbero avere una bassa carica virale e quindi bassa probabilità di contagiare
– La seconda categoria è quella degli asintomatici che nel giro di qualche giorno svilupperanno poi i sintomi, i cosiddetti pre-sintomatici ovvero quelli nella fase di incubazione, e questi presenterebbero invece una più alta carica virale con una conseguente maggiore probabilità di essere contagiosi”.
– la terza categoria è quella dei paucisintomatici, ovvero soggetti che presentano sintomi lievissimi e che possono passare inosservati, con una carica virale ancora diversa probabilmente più elevata
– la quarta categoria è quella dei “non più sintomatici” quelli che sono guariti e che dopo due tamponi negativi tornano ad avere positività. Ebbene questi hanno probabilmente carica virale bassissima o addirittura nulla e non sono in grado di trasmettere l’infezione

Bisognerebbe quindi misurare la quantità di virus presente sul tampone o su altro materiale testato e dare un numero. Quindi non solo se uno è positivo o negativo, ma anche quanto virus c’è. Fare quindi un esame sia qualitativo che quantitativo. Solo così si potrebbe stabilire la soglia sopra la quale si è contagiosi oppure no”.

I DATI COVID DELL’ 11 GIUGNO

Alle 18 la Protezione civile ci ha aggiornato nuovamente su quelli che sono stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi, ricoverati, con particolare attenzione a quelli che sono in terapia intensiva o sub-intensiva).

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 11 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 236.142, con un incremento rispetto a ieri di 379 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 30.637, con una decrescita di 1.073 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 236 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 13 pazienti rispetto a ieri. 4.131 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 189 pazienti rispetto a ieri. 26.270 persone, pari all’86% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 53 e portano il totale a 34.167. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 171.338, con un incremento di 1.399 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 17.340 in Lombardia, 3.183 in Piemonte, 2.000 in Emilia-Romagna, 922 in Veneto, 521 in Toscana, 250 in Liguria, 2.517 nel Lazio, 902 nelle Marche, 610 in Campania, 467 in Puglia, 71 nella Provincia autonoma di Trento, 849 in Sicilia, 112 in Friuli Venezia Giulia, 539 in Abruzzo, 99 nella Provincia autonoma di Bolzano, 26 in Umbria, 43 in Sardegna, 6 in Valle d’Aosta, 52 in Calabria, 116 in Molise e 12 in Basilicata.