Coronavirus in Italia, aggiornamenti e news del 13 gennaio 2021: +15.774 nuovi casi

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Situazione contagi in Italia del 13 gennaio 2021: il bollettino parlava di 15.744nuovi casi positivi al Covid-19 e 507 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, mercoledì 13 gennaio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi. Nell’attesa, vediamo cosa é successo nelle ultime ore.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 15.774 (14.242 martedì) nuovi casi  a fronte di 175.429 (141.641 martedì) tamponi. I decessi erano 507 e hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 79.819. 26.104 (+244)  ricoverati con sintomi e 2.579 (-57) in terapia intensiva. Le regioni che hanno registrato più casi nelle ultime 24 ore sono Lombardia (2.245), Sicilia (1.969), Veneto (1.884), Lazio (1.612) ed Emilia-Romagna (1.178).

AGGIORNAMENTI NEWS

Il Governo è al lavoro per il nuovo Dpcm per contrastare la risalita dei contagi dei Coronavirus, che sarà in vigore dal 16 gennaio: si starebbe andando verso la proroga del divieto agli spostamenti anche tra zone gialle, accompagnata dalla possibilità di istituire zone bianche senza limitazioni; potrebbe essere vietato l’asporto di cibi e bevande a partire dalle ore 18; in ogni caso bar e ristorazione dovrebbero continuare a chiudere a quell’ora. Ancora incerta la possibilità di una zona arancione per tutti nei weekend. Oggi alle 19 dovrebbe riunirsi nuovamente il Consiglio dei Ministri mentre per domani mattina il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, avrebbe convocato la riunione con le Regioni, l’Anci e l’Upi per i dettagli. Ricordiamo che oggi la maggior parte d’Italia è ancora in zona gialla, ad eccezione di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia, in zona arancione fino al 15 gennaio.

Nella giornata di ieri Walter Ricciardi, ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica e consulente del ministro Speranza, ha dichiarato che il sistema dei colori é ottimo perché adegua le misure alle specificità dei singoli territori ma ora servirebbe un lockdown subito, di almeno un mese, soprattutto per non mettere a rischio la campagna vaccinale. Il Comitato Tecnico Scientifico, riunitosi ieri, ha consigliato di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 luglio, e non al 30 aprile come precedentemente ventilato.

LA RIAPERTURA DEGLI IMPIANTI SCIISTICI

Altro nodo che il Governo é chiamato a sciogliere é quello degli impianti sciistici. Nel merito, nella giornata di venerdì prossimo potrebbero arrivare le indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Ieri, invece, è stato esaminato anche se parzialmente il protocollo della Conferenza delle Regioni e delle Province, che contiene le linee guida in merito all’utilizzo degli impianti di risalita nei comprensori sciistici. La Conferenza delle Regioni, in vista di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti, ha chiesto al Governo di garantire ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite.

Intanto il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha annunciato che dal 18 gennaio i residenti in Alto Adige potranno andare a sciare avvertendo, però, che se la situazione dovesse peggiorare si richiuderà tutto.

PROSEGUE LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE

Il primo carico di 47mila dosi di vaccino di Moderna é giunto ieri all’Istituto Superiore di Sanità: saranno distribuiti nei prossimi giorni alle Regioni dando priorità a quelle con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni. Il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha commentato l’arrivo del vaccino di Moderna dopo quello di Pfizer come un’altra bella notizia che ci consente di proseguire la campagna di vaccinazione, per la quale l’Italia è al primo posto in Europa con quasi 720mila vaccinazioni. Arcuri ha annunciato che entro la fine di gennaio l’Ema potrebbe autorizzare anche il vaccino di AstraZeneca, ma la strada per arrivare all’immunità di gregge è ancora lunga e impone a tutti di non abbassare la guardia sulle misure di contenimento del virus.

RECOVERY PLAN

Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha approvato il Recovery Plan. Previsti complessivamente 222,9 miliardi: 68,9 miliardi a rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,9 miliardi, 46,18 miliardi per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 28,46 miliardi per l’istruzione e la ricerca; 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione, 19,72 miliardi per la salute.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nel mondo sono stato superati i 90 milioni di contagi e si va verso i due milioni di decessi dall’inizio della pandemia. Nelle ultime ventiquattro ore in Francia sono 362 i decessi e 19.753 i nuovi casi. In Spagna, tra venerdì e ieri si sono contati 61.422 casi il dato più alto registrato nel fine settimana dall’inizio della pandemia. Intanto in Germania la cancelliera Merkel starebbe pensando ad un lockdown prolungato fino a Pasqua.

IL BOLLETTINO DEL 12 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 14.242 (12.532 lunedì) nuovi casi  a fronte di 141.641 (91.656 lunedì) tamponi. I decessi erano 616 e hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 79.819. 23.712 (+109)  ricoverati con sintomi e 2.636 (-6) in terapia intensiva.

Nel dettaglio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, il numero complessivo dei positivi era di: 84.725 in Veneto, 78.587 nel Lazio, 72.589 in Campania, 60.192 in Emilia Romagna, 55.250 in Puglia, 54.415 in Lombardia, 44.038 in Sicilia, 17.413 in Sardegna, 14.770 in Piemonte, 14.190 nelle Marche, 12.918 in Friuli Venezia Giulia, 11.696 a Bolzano, 11.137 in Abruzzo, 9.744 in Calabria, 8.723 in Toscana, 6.720 in Basilicata, 5.028 in Liguria, 4.348 in Umbria, 1.973 a Trento, 1.152 in Molise, 432 in Valle d’Aosta.