Coronavirus in Italia, aggiornamenti dati del 18 gennaio 2021: +8.824

69

coronavirus lunedì

Situazione contagi e notizie in Italia del 18 gennaio 2021: il bollettino parlava di 8.824 nuovi casi positivi al Covid-19 e 377 decessi

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, lunedì 18 gennaio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi. Nell’attesa vediamo cosa é successo nelle ultime ore.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 8.848 (12.545 domenica) nuovi casi a fronte di 158.674 (211.078 domenica) tamponi. I decessi erano 377 e  hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 82.554. 22.844 (-127)  ricoverati con sintomi e 2.544 (+41) in terapia intensiva.

LA CAMPAGNA DI VACCINAZIONE

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, intervenuto alla trasmissione Che tempo che fa su Rai3, ha detto di essere favorevole a vaccinare anche chi ha già contratto la malattia perché non si sa quanto dura l’immunizzazione della malattia. Probabilmente l’immunità di gregge, vaccinando il 70% della popolazione, si possa raggiungere entro il terzo trimestre.

Il Commissario straordinario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha ribadito che se il 29 gennaio l’Ema darà l’ok al Vaccino AstraZeneca e lo approverà avremo già da subito pronte e disponibili altre 40 milioni di dosi e nei prossimi tre semestri ulteriori 16 milioni. Per gli 80enni inizieranno le vaccinazioni a partire dalla prossima settimana anche se ieri all’Ospedale Spallanzani di Roma sono già cominciate in via sperimentale. Intanto, in una nota dell’ufficio stampa del Commissario Arcuri, si legge che la Pfizer ha “unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano. Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario”, nella “prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi”. Una decisione “non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, che produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni”. Secondo la ripartizione decisa dalla stessa casa farmaceutica infatti solo 6 sei Regioni non subiranno tagli: Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta. L’Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con circa in meno sono le Regioni più penalizzate.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

La Lombardia é in zona rossa da ieri. Nei giorni scorsi il  Governatore, Attilio Fontana, contestando i parametri presi in considerazione per decidere la collocazione in zona rossa, ha confermato la sua volontà di proporre ricorso al Tar avverso l’ordinanza firmata dal Ministro della Salute. Il neo assessore alla Sanitò e al Welfare Letizia Moratti ha chiesto al Ministro della Salute Roberto Speranza di sospendere per 48 ore l’ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa in attesa dei dati di martedì che certificheranno il minor grado di rischio. Si é detta certa che l’eventuale sospensiva troverebbe conferma nell’RT attuale.

Il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, intervenuto su Rai Tre a Che tempo che fa, ha dichiarato che non si può pensare di poter ripartire senza la Lombardia che é il core pulsante dell’Italia. La Lombardia ha pagato un prezzo altissimo nella prima fase dell’epidemia, in termini di contagi e morti. Ora ci sono parametri che sono stati condivisi e vanno rispettati per evitare che certe situazioni possano ripetersi. Boccia ha ricordato che a marzo l’Italia ha fatto il lockdown più duro e più lungo, che ha consentito di mettere in sicurezza le reti sanitarie. Nella seconda fase si é deciso per le restrizioni territoriali. Questo perché, a differenza dii quanto sostengono molti virologi che vorrebbero un nuovo lockdown totale, ora c’é da tutelare la salute dei cittadini ma bisogna anche continuare ad andare avanti. “Se avessimo tenuto l’Italia in rosso per tutto il periodo avremmo un Paese in ginocchio”, ha aggiunto.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nelle ultime ventiquattro ore in Francia, si sono registrati 141 per un totale di 70.283 mentre i nuovi casi sono ststu16.642 con un tasso di positività del 6,6%. In Germania i nuovi contagi sono stat13.882 i nuovi contagi e i decessi 445

IL BOLLETTINO DEL 17 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 12.545 (16.310 sabato) nuovi casi a fronte di 211.078 (260.704 sabato) tamponi. I decessi erano 377 e  hanno portato il totale delle vittime da inizio epidemia a 82.177. 22.757 (-27)  ricoverati con sintomi e 2.503 (-17) in terapia intensiva.

Nel dettaglio, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, il numero complessivo dei positivi era di: 77.510 nel Lazio, 73.111 in Campania, 70.640 in Veneto, 56.142 in Lombardia, 56.120 in Puglia, 54.831 in Emilia Romagna, 46.425 in Sicilia, 17.748 in Sardegna, 15.000 in Piemonte, 12.738 in Friuli Venezia Giulia, 12.099 a Bolzano, 11.552 in Abruzzo, 10.542 nelle Marche, 10.233 in Calabria, 8.204 in Toscana, 6.918 in Basilicata, 4.966 in Liguria, 4.606 in Umbria, 2.430 a Trento, 1.114 in Molise, 415 in Valle d’Aosta.