Coronavirus in Italia: dati bollettino del 31 gennaio 2021: +11.252 nuovi casi

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Situazione contagi in Italia del 31 gennaio 2021: ok di AIFA al vaccino AstraZeneca, a febbraio le dosi di vaccino supereranno i 6 milioni

Nuova giornata con l’informazione de L’Opinionista sull’emergenza Coronavirus in Italia. Oggi, domenica 31 gennaio 2020 andiamo a seguire le principali notizie e gli aggiornamenti sui dati forniti dal Dipartimento di Protezione Civile. Alle 17 la Protezione Civile ci aggiornerà nuovamente su quelli che saranno stati i dati giornalieri in Italia, relativi a guariti, positivi (in isolamento domiciliare con o senza sintomi), decessi e rapporto tra positivi e tamponi.

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 11.252 (12.715 ieri) su 213.364 (298.010 ieri) tamponi. 20.096 (-202) ricoverati con sintomi e 2.215 (-3) in terapia intensiva. I decessi erano 237 e hanno portato il totale a 88.516.

Dalla mezzanotte di oggi resteranno in  area arancione solo Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano. Tutte le altre Regioni e Province Autonome passeranno in area gialla. Ciò significa che sulla maggior parte del territorio nazionale bar e ristoranti potranno offrire la consumazione al pubblico dalle 5 alle 18; dopo le 18 potranno restare aperti per l’asporto solo gli esercizi dotati di una cucina. Sempre consentita la consegna a domicilio. Riaprirann anche i musei, solo nei giorni feriali. Sarà possibile uscire dal proprio Comune senza autocertificazione, ma fino al 15 febbraio non è permesso spostarsi in un’altra Regione. È possibile raggiungere seconde case fuori regione, ma solo se di proprietà o in affitto e solo insieme al proprio nucleo familiare. Resterà in vigore ovunque il coprifuoco dalle 22 alle 5. Le visite a parenti e amici saranno consentite, all’interno della propria Regione, massimo una volta al giorno spostandosi al massimo in due persone, fatta eccezione per i minori di 14 anni e conviventi disabili/non autosufficienti. Restano chiusi palestre, piscine, cinema, teatri; e sospesi congressi, fiere e manifestazioni.

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano, ai microfoni di Adnkronos Salute, ha ricordato che siamo in una situazione di assoluta precarietà per quanto riguarda la pandemia, siamo sospesi e che, pertanto, il cambio di colore non può e non deve essere un tana libera tutti. Se ci comportassimo come prima di Natale, ci ritroveremmo al punto di partenza, in considerazione del fatto che il quadro internazionale é preoccupante e che sono emerse nuove varianti.

SITUAZIONE VACCINI

Dopo l’approvazione da parte di Ema, il vaccino di AstraZeneca e Università di Oxford ha ricevuto il via libera anche dall’Aifa per la somministrazione sul territorio italiano. Pur dando il benestare per tutte le fasce di età, la Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia del farmaco, ha scritto che é preferibile utilizzare il vaccino negli under 55. Tra l’8 e il 14 di febbraio dovrebbero arrivare in Italia circa 430mila dosi di vaccino.

Il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, durante l’ incontro con le Regioni per l’adeguamento del piano vaccinale, ha annunciato che a fine febbraio saranno 6,3 milioni le dosi di vaccini anti Covid consegnate in Italia. Il Ministro per gli affari regionali Francesco Boccia ha confermato che a febbraio arrivano ulteriori 4 milioni di vaccini che si andranno a sommare ai due già arrivati.

“È fondamentale proteggere al più presto con il vaccino i cittadini più vulnerabili al Covid. Il 60% delle persone decedute per la pandemia ha più di 80 anni. -scrive su Facebook il Governatore della Liguria, Giovanni Toti- Questa mattina ci siamo riuniti in videoconferenza con il Governo e il Commissario Arcuri per chiedere che le Regioni siano messe nella condizione di vaccinare subito tutti i cittadini con età superiore agli 80. Dunque, le dosi devono essere distribuite sulla base di questo criterio, approvato anche dal Parlamento. Dove vivono più anziani devono arrivare più vaccini. Questo consentirà presto di ridurre di moltissimo i ricoveri e soprattutto il numero più doloroso, quello dei morti. Solo così, dopo tanti sacrifici, possiamo sperare di riaprire il Paese, far ripartire le nostre attività e tornare gradualmente alla normalità.

LA SITUAZIONE NEL MONDO

Nel mondo sono 101 milioni di casi e quasi 1,2 milioni di morti. Mentre nel Regno Unito sono stati registrati altri 1.245 decessi in Francia si rinvia, per ora, la decisione di un terzo lockdown che nei giorni scorsi pareva necessario visto che il coprifuoco non stava sortendo gli effetti dovuti.

IL BOLLETTINO DEL 30 GENNAIO

Nelle ultime ventiquattro ore, in Italia, si registravano 12.715 (13.574 ieri) su 298.010 (268.750 ieri) tamponi. 20.298 (-99) ricoverati con sintomi e 2.218 (-52) in terapia intensiva. I decessi erano 421 e hanno portato il totale a 88.279. Erano 441.036 le persone in isolamento domiciliare e 463.352 le persone attualmente positive al virus. I dimessi e i guariti erano 16.764.

Nel dettaglio, gli attualmente positivi erano: 64.795 nel Lazio, 61.656 in Campania, 52.157 in Puglia, 50.141 in Lombardia, 46.359 in Emilia Romagna, 42.868 in Sicilia, 34.677 in Veneto, 15.951 in Sardegna, 15.331 a Bolzano, 12.382 in Piemonte, 11.294 in Friuli Venezia Giulia, 10.117 in Abruzzo, 8.895 in Calabria, 9.160 nelle Marche, 9.083 in Toscana, 5.752 in Basilicata, 5.511 in Umbria, 4.395 in Liguria, 2.465 a Trento, 1.115 in Molise, 248 in Valle d’Aosta.