
“Ora si arrabbiano perché stiamo facendo i tamponi ai cinesi, questa è una strategia non tanto di contenimento, si tratta di individuazione di soggetti positivi che possono portare altre varianti – sottolinea – In Cina le persone sono vaccinate poco, con vaccini diversi dai nostri, c’è poco da arrabbiarsi. Chiaro che altre varianti si genereranno, ma perché dobbiamo pensare che siano più aggressive e che eludano i vaccini? E’ molto poco probabile – chiosa – che possa esserci un passo indietro rispetto alla situazione che abbiamo oggi”.










