Covid, Speranza: “Italia con i vaccini ha retto davanti a un’ondata terrificante”

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ROMA – “Grazie ai vaccini abbiamo retto davanti a questa ondata” del Covid “terrificante, con oltre 200mila contagi al giorno. Siamo arrivati a 1.700 persone in terapia intensiva, ma nei momenti peggiori eravamo arrivati a 4.000 persone. Abbiamo retto grazie a una campagna di vaccinazione straordinaria”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di Mezz’ora in più su ‘Rai3’, ricordando che l’ondata di Omicron “ha provocato più casi nell’ultimo mese e mezzo che in tutta la pandemia”.

“Il 91% delle persone over 12 si sono vaccinate e gli ospedali hanno evitato una pressione incredibile – ha sottolineato il ministro – La quota più grande di ospedalizzazioni è figlia di persone non vaccinate. I non vaccinati sono solo il 9% che quando va in ospedale produce la maggioranza dei casi, in modo particolare in terapia intensiva”.

“Negli ultimi giorni di dicembre ci sono state riunioni tutt’altro che semplici con ministri della Salute di altri paesi d’Europa e del mondo – ha affermato ancora Speranza – L’ondata della variante Omicron ci preoccupava, poi con il passare dei giorni abbiamo acquisito evidenza relativa all’efficacia dei vaccini” rispetto al rischio di morte e di ricovero e in terapia intensiva. ”L’Ecdc ha detto che siamo ancora in fase pandemica, certo va molto molto meglio”, ha quindi aggiunto il ministro.

”Oggi stiamo piegando la curva, ormai avviene da due settimane, senza aver dovuto far pagare alle persone il prezzo di chiusure come in altre situazioni e in altri paesi e questo è stato possibile grazie a questo scudo costruito con i vaccini”, ha continuato. “Abbiamo riaperto tutte le attività, le discoteche erano le uniche rimaste chiuse – ha detto ancora Speranza – Si può usare solo se vaccinati o guariti, la capienza è limitata al 50%. Bisogna mettere tutte le attività in condizione di ripartire grazie a quello scudo” garantito dalla vaccinazione. “Siamo in una fase di transizione, non siamo in difficoltà come prima ma non ne siamo ancora fuori”, ha sottolineato.