
L’operazione ha riguardato il monitoraggio di siti di compravendita di pezzi d’arte, di aste e di vendita di appartamenti, condotta negli ultimi sei mesi. I denunciati sono accusati di ricettazione, impossessamento illecito di beni culturali, alienazione illecita di beni culturali e detenzione abusiva di armi antiche.
Si tratta per lo più di medici, avvocati, imprenditori e antiquari che utilizzavano le piattaforme on line per commercializzare pregiati pezzi di antiquariato, importanti reperti o frammenti archeologici, spesso custoditi in lussuosi appartamenti, alcuni dei quali messi in vendita. Proprio le foto degli appartamenti in vendita hanno svelato il possesso dei reperti archeologici.











