NAS: tre persone deferite all’Autorità Giudiziaria, chiuse due strutture

LATINA – Il sindaco di una cittadina situata nella pianura pontina ha disposto la chiusura di una casa di riposo per anziani. Il provvedimento scaturisce da una segnalazione inoltrata dal NAS di Latina che, durante il controllo della struttura, aveva accertato che la stessa era stata aperta senza aver mai ricevuto la prescritta autorizzazione ospitando, tra l’altro, anziani che venivano assistiti da personale non qualificato.

Salerno

Analogamente, anche il sindaco di una città campana, a seguito di apposita richiesta avanzata dal NAS di Salerno, ha disposto l’immediata revoca dell’autorizzazione al funzionamento a carico di una comunità tutelare per persone non autosufficienti. In questo caso, il provvedimento dell’autorità deriva anch’esso da un’ispezione dei Carabinieri, durante la quale i militari avevano però accertato notevoli carenze strutturali, funzionali ed organizzative.

Firenze

Il NAS di Firenze ha deferito una donna in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena per i reati di esercizio abusivo della professione e uso di atto falso. Nel corso degli accertamenti investigativi i Carabinieri hanno scoperto che l’indagata, che era già stata segnalata all’Autorità Giudiziaria per esercizio abusivo della professione di psicologa, aveva instaurato un rapporto di collaborazione professionale con diversi centri medici della provincia di Siena, presentando un titolo di laurea magistrale in psicologia, risultato essere falso in quanto la stessa non si era mai iscritta ad alcun corso di studi.

Pescara

Il NAS di Pescara, a conclusione di un’articolata attività d’indagine scaturita da un’ispezione nei confronti di uno studio medico abruzzese, ha deferito una persona all’Autorità Giudiziaria per falso e sostituzione di persona.

L’indagato, esercente dell’attività sanitaria, è accusato di aver indotto in errore sei atleti, gareggianti nella disciplina dell’automobilismo professionistico, attribuendosi una qualifica che non aveva mai ottenuto, e atta al rilascio di certificati di idoneità all’attività sportiva agonistica.

Nello specifico il sanitario, al fine di procurarsi un guadagno economico quantificato in 650 €, è accusato di aver rilasciato 6 certificati all’interno dei quali attestava, falsamente, l’avvenuta esecuzione dell’esame completo delle urine, previsti tra gli accertamenti sanitari obbligatori per ottenere l’idoneità a partecipare a un’attività sportiva agonistica.

Cremona

Il NAS di Cremona, infine, a seguito di un’indagine svolta in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Aifa, ha segnalato all’Autorità Giudiziaria il legale rappresentante di una ditta piemontese. L’indagato è accusato di aver prodotto e commercializzato un cosmetico contenente un principio attivo farmaceutico, pratica non consentita dalla normativa vigente.