
Quando i due iniziano a osservare i nuovi vicini del terzo piano, quello che nasce come un gioco voyeuristico si trasforma ben presto in un’ossessione. Una scomparsa improvvisa e una serie di indizi inquietanti li spingono a credere di trovarsi davanti a un delitto, dando avvio a un’indagine sempre più pericolosa…
Dopo il successo de Il primo giorno del resto della tua vita (2008), Bezançon torna alla commedia, con un racconto che intreccia thriller e omaggi cinefili, in un confine sospeso fra realtà e finzione. Il Delitto del 3° Piano, infatti, è anche un esplicito e dichiarato omaggio al cinema di Alfred Hitchcock. Tra suspense e ironia, il regista firma un’opera che alterna tensione e leggerezza, mescolando registri e suggestioni visive, in cui il “mistero” diventa il motore di una possibile riconnessione emotiva.
“Mi interessava giocare con la porosità tra il reale e la finzione”, spiega il regista. “E, in fondo, mi piaceva l’idea che ciò che salva una coppia sia proprio la finzione”. Protagonisti tre volti noti del cinema francese contemporaneo: Laetitia Casta, qui in un ruolo centrale che gioca sul confine tra immaginazione e realtà; Gilles Lellouche, già collaboratore di Bezançon, che torna alla commedia dopo numerosi ruoli drammatici; e Guillaume Gallienne, attore della Comédie-Française, alle prese con un personaggio ambiguo.
“Il Delitto del 3° Piano” è un gioco al massacro raffinato, divertente, elegante e ironico, un omaggio al cinema di Hitchcock che esplora il desiderio, la paranoia e le crepe nascosti dietro ogni porta chiusa.











