Nel nuovo saggio Fragilità della democrazia, Yves Mény indaga limiti, contraddizioni e futuro dei sistemi democratici nel XXI secolo

Mény, figura di riferimento negli studi politici europei e già presidente dell’Istituto Universitario Europeo e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, parte da una constatazione netta: la democrazia è un “regime delle promesse non mantenute”. Una struttura fragile, attraversata da contraddizioni che ne accompagnano la storia fin dalle origini. Nel libro analizza tre pilastri – rappresentanza, legittimità, sovranità – mostrando come ciascuno di essi sia oggi sottoposto a pressioni crescenti.
Il politologo ripercorre l’ascesa e il declino del modello democratico nel Novecento, soffermandosi sul rapporto tra liberalismo e dimensione nazionale, sulla crisi delle élite e sull’emergere di movimenti che rivendicano un potere “del popolo” senza mediazioni. Un populismo che, secondo Mény, ha lasciato spazio a un sovranismo istituzionale, più strutturato e potenzialmente più pericoloso, perché mira a ridurre il pluralismo in nome dell’efficacia e dell’identità collettiva.
Il saggio non si limita alla diagnosi. Mény invita a leggere la democrazia come un sistema imperfetto ma ancora indispensabile, capace di correggersi e rigenerarsi. Il rischio maggiore, avverte, non è il crollo improvviso, ma lo svuotamento progressivo del suo significato. Comprendere questa fragilità è il primo passo per immaginare un futuro in cui la democrazia possa sopravvivere, migliorarsi e restare un modello credibile.
Un libro che offre strumenti preziosi per interpretare il presente e interrogarsi sulle traiettorie politiche dei prossimi anni.











