
La sterlina è scesa dello 0,3% a 1,2015 dollari, mentre l’euro è sceso dello 0,2% a 1,0157 dollari. Il dollaro è salito inoltre leggermente sullo yen per essere scambiato a 135,25 unità della divisa nipponica, appena fuori dal suo massimo notturno di una settimana. I vertici della Fed hanno riscontrato “piccoli indizi” alla fine del mese scorso che le pressioni inflazionistiche statunitensi si stiano allentando, come hanno mostrato i verbali pubblicati mercoledì.
I verbali segnalano inoltre un eventuale rallentamento del ritmo degli aumenti, ma non un passaggio ai tagli nel 2023 che i trader fino a poco tempo avevano già prezzato sui futures sui tassi di interesse. I trader vedono una probabilità del 40% circa di un terzo aumento consecutivo del tasso della Fed di 75 punti base a settembre e si aspettano che i tassi raggiungano un picco di circa il 3,7% entro marzo e si fermino lì fino alla fine del 2023.











