Domenica delle Palme, Papa Francesco: “La vita non serve se non si serve”

domenica delle palme

Il Santo Padre ha rivolto un pensiero anche ai più giovani: “Non abbiate paura di spendere la vita per Dio e per gli altri”

ROMA – Oggi, 5 aprile 2020, è la Domenica delle Palme. É il giorno che dà inizio alla Settimana Santa, durante la quale si ripercorrono le tappe degli ultimi giorni della vita terrena di Cristo. Ma è anche quello in cui si ricorda l’ingresso trionfale a Gerusalemme, avvenuto in sella a un asino, di Gesù, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma. “Presero rami di palme e uscirono incontro a lui acclamando: “Osanna!/ Benedetto colui che viene nel nome del Signore…” (Giovanni 12,13). Il significato della palma è quello della vittoria e del trionfo ma anche della rinascita e dell’immortalità proprio perchè è pianta in grado di produrre una infiorescenza anche quando sembra ormai morta.

Papa Francesco ha presieduto la Messa della Domenica delle Palme in una Basilica Vaticana pressochè vuota, accompagnato solo dal maestro delle Celebrazioni liturgiche monsignor Guido Marini e dai suoi collaboratori. Alle sue spalle dell’altare, il crocifisso miracoloso di San Marcello al Corso, davanti al quale il Papa ha pregato il 27 marzo sul sagrato di San Pietro e continua a pregare in questi giorni. Nell’iniziale commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ha percorso in una breve processione la navata centrale adorna di alcune piante d’ulivo in vaso, portando un “parmurelo” di foglie di palma intrecciate, donato dalla Liguria.

Dopo la lettura a più voci del Vangelo della Passione secondo Matteo, il Pontefice ha introdotto l’omelia, con le parole di San Paolo ai Filippesi, ascoltate nella seconda lettura.

“Gesù svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, e tutta la Parola di Dio, in questi giorni santi, ricorda il Papa, mostra Gesù come servo. Giovedì santo è il servo che lava i piedi ai discepoli, e Venerdì, nella passione e morte, è presentato “come il servo sofferente e vittorioso””.

Dio ci ha salvato servendoci. In genere pensiamo di essere noi a servire Dio. No, è Lui che ci ha serviti gratuitamente, perché ci ha amati per primo. È difficile amare senza essere amati. Ed è ancora più difficile servire se non ci lasciamo servire da Dio. Il Signore ci ha servito dando la vita per noi

Il Signore – ha proseguito Papa Francesco – ci ha servito dando la sua vita per noi. Gli siamo cari e gli siamo costati cari. Il suo amore lo ha portato a sacrificarsi per noi, a prendere su di sé tutto il nostro male.

Dio ci ha salvati lasciando che il nostro male si accanisse su di Lui. Senza reagire, solo con l’umiltà, la pazienza e l’obbedienza del servo, esclusivamente con la forza dell’amore. E il Padre ha sostenuto il servizio di Gesù: non ha sbaragliato il male che si abbatteva su di Lui, ma ha sorretto la sua sofferenza, perché il nostro male fosse vinto solo con il bene, perché fosse attraversato fino in fondo dall’amore. Fino in fondo. Per noi Cristo ha provato tradimento e abbandono.

Il Signore è arrivato a provare le situazioni più dolorose per chi ama: il tradimento e l’abbandono. Gesù è stato tradito dal discepolo che l’ha venduto, Pietro, e da quello che lo ha rinnegato. Dalla gente che prima lo osannava e poi ha gridato “Sia crocifisso!”, dall’istituzione religiosa, il Sinedrio, che l’ha condannato ingiustamente e dall’istituzione politica, il governatore Pilato, che si è lavata le mani. Non possiamo nemmeno immaginare, come sia stato doloroso per Dio, che è amore essere tradito anche da chi ha promesso di essergli leale e vicino. Gesù in croce ha preso su di sé le nostre infedeltà e tradimenti”.

Il Pontefice ha invita a guardarci dentro, per vedere le nostre infedeltà, le nostre falsità, ipocrisie e doppiezze, le buone intenzioni tradite, le promesse non mantenute i propositi lasciati svanire.

Il Signore conosce il nostro cuore meglio di noi, sa quanto siamo deboli e incostanti, quante volte cadiamo, quanta fatica facciamo a rialzarci e quant’è difficile guarire certe ferite. E per servirci ci guarisce dalle nostre fedeltà, amandoci profondamente. Gesù è stato abbandonato dai suoi che erano fuggiti, ma sulla croce, si sente abbandonato anche dal Padre, e grida “Perché anche Tu mi hai abbandonato?”. E ancora una volta, lo ha fatto per servirci  perché quando ci sentiamo con le spalle al muro, in un vicolo cieco, senza luce e via di uscita, quando sembra che perfino Dio non risponda, ci ricordiamo di non essere soli.Gesù ha provato l’abbandono totale, la situazione a Lui più estranea per essere in tutto solidale con noi.

L’ha fatto per me, per te, per tutti noi. Per dirci: “Non temere, non sei solo. Ho provato tutta la tua desolazione per essere sempre al tuo fianco”.

Papa Francesco ha spiegato che davanti “a Dio che ci ha serviti fino a provare il tradimento e l’abbandono”, possiamo e dobbiamo “non tradire quello per cui siamo stati creati”. Siamo al mondo, ricorda, “per amare Lui e gli altri. Il resto passa, questo rimane”.

“Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve”.

“Perché la vita si misura sull’amore. Allora, in questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso – guardate, guardate il Crocifisso! -, misura dell’amore di Dio per noi. Davanti a Dio che ci serve fino a dare la vita, chiediamo, guardando il Crocifisso, la grazia di vivere per servire. Cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare. Può costare, ma la via del servizio ci salva la vita”.

E il Papa si é rivolto, in particolare ai giovani, in questa Giornata Mondiale della Gioventù,  che é stata rinviata al 22 novembre: “Cari amici, guardate ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri. Sentitevi chiamati a mettere in gioco la vita. Non abbiate paura di spenderla per Dio e per gli altri, ci guadagnerete! Perché la vita è un dono che si riceve donandosi. E perché la gioia più grande è dire sì all’amore, senza se e senza ma. Come Gesù ha fatto per noi”.

Foto di repertorio