“L’approccio meramente repressivo è stato pregiudizievole e sicuramente restringente, e non si è fatto carico delle fragilità. La condanna senza cercare di capire quelle fragilità è stata una collettiva autoassoluzione rispetto ai fallimenti collettivi che riguardano quota parte ciascuno di noi” aggiunge. “Oggi si tratta di costruire una strategia ampia che coinvolga molti ambiti, la famiglia, le scuole, il sistema sociale e sanitario che devono puntare a integrarsi”. “La droga riguarda i giovani ma non solo i giovani, riguarda le fasce vulnerabili della società ma non più solo quelle, riguarda anche le cosiddette èlite. Questa rappresentazione della realtà ci dice che forse questo fenomeno ha molto a che vedere con le ragioni per cui società si è guastata e ha molto a che vedere con la solitudine”, ha concluso Orlando.
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