Un romanzo intenso che indaga identità, memoria, conflitti interiori e il fragile equilibrio tra distruzione e rinascita

La trama
Dopo quindici anni di assenza, Alberto Gastaldi torna a Rambàgo, il suo paese natale sulle colline pisane. Qui, da ventenne, aveva vissuto un’estate segnata dall’incontro con due figure inquietanti che avrebbero inciso profondamente sulla sua vita.
Milan Juric, ex combattente jugoslavo in fuga dai fantasmi della guerra in Bosnia Erzegovina, arriva in paese con un passato oscuro e irrisolto. Nello stesso periodo giunge Elisa, tornata dall’Inghilterra dopo la perdita del figlio. Entrambi trovano in Alberto una fragile possibilità di riscatto: Elisa attraverso una corrispondenza che si trasforma in un legame intimo e ambiguo; Juric attraverso il fascino contorto della forza e della violenza.
Gli eventi drammatici di quell’estate sconvolgeranno Rambàgo e i suoi abitanti, mentre Elisa scompare nel nulla. Solo anni dopo Alberto scoprirà la verità, misurandosi con la linea sottile che separa il fuoco che illumina da quello che distrugge.
Un romanzo sulla lotta interiore
Il fuoco che abbiamo sepolto diventa così un romanzo emblematico sulle difficoltà che ciascuno affronta nel definire la propria identità, sospesa tra contrasti, ferite e desideri mai sopiti. Fanella indaga la natura dei conflitti interiori, richiamando riflessioni che attraversano la storia del pensiero: dalle pulsioni distruttive analizzate da Freud alla visione di Elsa Morante, secondo cui la storia dell’umanità è un susseguirsi di conflitti che non sempre vanno interpretati in chiave negativa.
Il ricordo, osserva l’autore, è lo scalpello con cui ciascuno plasma la propria personalità. Ma uno scalpello può trasformarsi in un’arma: basta un colpo più forte e l’anima va in frantumi. Rancore, depressione, immobilismo diventano reazioni alla “dittatura dei ricordi”, con cui ogni individuo deve fare i conti.
Fanella si interroga così sulla “giusta misura” che dovrebbe guidare gli esseri umani, oggi più che mai, in un’epoca segnata da conflitti e posizioni nette.
L’autore
Alfonso Fanella, nato in Sicilia nel 1989, vive a Genova. Laureato in Storia nel 2013 con una tesi sul conflitto serbo‑croato degli anni Novanta e sulla sua rappresentazione nel giornalismo italiano, ha pubblicato nel 2024 il suo primo romanzo Storia di un fiume in piena (De Ferrari Editore). Con Il fuoco che abbiamo sepolto conferma una voce narrativa attenta alle dinamiche psicologiche, ai conflitti interiori e alle zone d’ombra che definiscono l’essere umano.
SCHEDA DEL LIBRO
Collana: Intuizioni
Genere: Narrativa
Formato: 21×15
Pagine: 244
Uscita: 26/06/2026
Prezzo: €16,00
ISBN: 9791280671677











