Fiorenzo Serra, il fotografo ritrovato: un libro riscopre lo sguardo che precedette il cinema

In uscita il 20 novembre il volume “Fiorenzo Serra. Lo sguardo prima del cinema”, curato da Antonello Zanda e Sergio Naitza

fiorenzo serraPer decenni il nome di Fiorenzo Serra è stato legato soprattutto al cinema documentario e alla sua straordinaria capacità di raccontare la Sardegna del Novecento. Oggi, grazie a un nuovo volume in uscita il 20 novembre per Squilibri, emerge con forza un altro aspetto della sua produzione artistica: quello di fotografo attento, sensibile e rigoroso, capace di immortalare un mondo in trasformazione con uno sguardo unico e profondamente umano.

“Fiorenzo Serra. Lo sguardo prima del cinema”, curato da Antonello Zanda e Sergio Naitza, raccoglie per la prima volta una selezione significativa di immagini provenienti dall’archivio dell’autore. Centotrentacinque fotografie in bianco e nero, scelte tra oltre duecento scatti ritrovati, restituiscono il ritratto di una Sardegna sospesa tra passato e futuro, tra civiltà agro-pastorale e modernizzazione.

Il volume accompagna il lettore in un percorso articolato in cinque sezioni dedicate ai volti, ai paesi e ai paesaggi, alla vita quotidiana, ai riti e alle feste, fino al lavoro e all’economia tradizionale. Un viaggio visivo che testimonia il profondo legame tra le comunità e il territorio, documentando una fase storica cruciale per l’isola.

Ad arricchire l’opera sono i contributi critici di Uliano Lucas con Tatiana Agliani, Elisa Medde e Felice Tiragallo, che contestualizzano il lavoro di Serra nel panorama della fotografia documentaria italiana e dell’antropologia visuale.

Più che un semplice catalogo fotografico, il libro si propone come una preziosa operazione culturale e di memoria, riportando alla luce immagini che confermano come la fotografia non fosse per Serra un’espressione secondaria rispetto al cinema, ma il primo linguaggio attraverso cui osservare, comprendere e raccontare la realtà. Un patrimonio visivo che continua a parlare al presente, custodendo la memoria di una Sardegna autentica e delle sue trasformazioni.