
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha rivelato che l’algoritmo poteva prevedere con precisione il rischio di mortalità, di un nuovo ricovero in ospedale e di una eventuale degenza prolungata: “In tutti i casi, il metodo si è dimostrato più accurato rispetto ai modelli precedentemente pubblicati”, spiegano i ricercatori di Big G. “Eravamo interessati a capire se informazioni approfondite potessero produrre previsioni valide su un’ampia gamma di patologie cliniche”, continuano.











