I Frammenti di Giancarlo Mariniello, tra materia ed emozioni per afferrare lo scorrere del tempo

sensualità fantasie subliminali

Il concetto del tempo, del rimpianto che si prova quando si realizza di aver perduto l’attimo, del rimorso per aver permesso che qualcosa fuggisse via senza comprendere l’importanza del trattenerlo, e della possibilità di raggiungere la consapevolezza della centralità di esso all’interno del percorso della vita di ciascuno, è alla base della ricerca artistica di Giancarlo Mariniello, un autore che ama sperimentare e misurarsi con differenti materiali tutti convergenti in uno stile Informale dove l’impalpabilità dell’emozione si mescola alla consistenza di elementi che a volte entrano nel quadro aggrappandosi alla tela, mentre altre costituiscono la struttura di sculture immateriali e fortemente emozionali. La narrazione che egli compie delle sensazioni provate di circostanza in circostanza, di evento in evento, costituisce la base imprescindibile di un approfondimento creativo in cui è indispensabile lasciar fluire tutto in modo impulsivo ma al contempo concreto, quasi l’aggrapparsi della materia fosse un memento, un invito a non dimenticare gli errori commessi e il cammino di approfondimento compiuto proprio grazie a quelle cadute.

Nel momento in cui l’Arte Informale entrò nel panorama culturale decretando la fine dell’Astrattismo precedente, troppo distaccato dal mondo interiore dell’esecutore di un’opera e troppo razionale per essere al passo con un periodo storico in cui le guerre avevano afflitto le emozioni degli artisti molti dei quali erano stati imprigionati o costretti a combattere per scelte dei poteri forti, fu chiaro che ogni tipo di forma, di riferimento con l’osservato dovesse essere annullato per consentire alle emozioni di fuoriuscire in maniera spontanea quanto dirompente. L’Espressionismo Astratto statunitense fece dunque da apripista per un nuovo movimento pittorico in cui il colore doveva essere l’unica nota predominante su una tela che non poteva avere confini o regole, se non quella di esprimere senza alcuna mediazione formale, tutto il mondo interiore dell’esecutore. Alla libertà realizzativa si aggiunse, in special modo nel continente europeo che peraltro era stato il teatro dei conflitti mondiali, l’introduzione della consistenza di una materia funzionale a sottolineare la profondità delle ferite dell’anima che molti artisti sperimentarono, come Alberto Burri fatto prigioniero dagli inglesi che lo mandarono ai lavori forzati in Tunisia e che dunque aveva bisogno di testimoniare attraverso la sua arte il dolore e la disperazione provati. Bruciare e deformare iuta e plastica contribuiva a far giungere all’osservatore l’emozione emanata dall’autore italiano.

Più intellettuale e meditativo fu invece l’approccio alla materia dell’altro grande Informale Materico europeo, il catalano Antoni Tàpies, che introdusse nelle sue tele in tonalità neutre e terrose, quasi monocrome, legni, stoffe, sabbia, metallo anticipando di qualche anno il concetto di Arte del Riciclo. Jean Fautrier utilizzò invece una colla per vernici a cui mescolava masse di pigmenti con inchiostri trasparenti od opachi, infondendo tridimensionalità alle sue opere. Giancarlo Mariniello unisce queste esperienze creative dei grandi autori del Novecento, adattandole a un approccio più meditativo, il suo è un vero e proprio percorso di introspezione in virtù del quale ripercorre le esperienze vissute per prendere coscienza di ciò che ha saputo fermare e ciò che invece ha lasciato sfuggire.

sogni tra il fascino del buio e aneliti di luce
1 Sogni tra il fascino del buio e aneliti di luce – tecnica mista resina, sabbia, iuta e acrilico su legno, 62x122cm

Le tonalità scelte per le sue opere, che di fatto sono a volte vere e proprie pittosculture, variano sulla base dell’emozione del momento in cui si appresta a realizzare i lavori, ma anche della fase del percorso dell’esistenza in cui si è trovato nella fase creativa, dunque dall’ombrosità di un momento in cui il buio doveva predominare come presupposto fondamentale alla riscoperta della luce, o come culla in cui i sogni possono trovare spazio e concretezza, si passa alla contrapposizione di opere dove l’intensità e la molteplicità cromatica illuminano di vivacità l’intera superficie della tela. Il colore non è mai piatto, esce costantemente dalla bidimensionalità per entrare in contatto con la terza dimensione attraverso l’utilizzo di resine, solventi, vernici, iuta, parti in legno che definiscono o mettono l’accento su ciò che conta davvero, vale a dire l’evocazione centrale in cui l’indefinitezza si perde dentro il ricordo di un’immagine, di qualcosa che ha catturato l’attenzione ma che poi, nel processo di interiorizzazione, perde la sua struttura per entrare nella dimensione della memoria interiore.

sfumature di donna
2 Sfumature di donna – vernice con solventi e resina su legno, 60x45cm

In altre opere invece a predominare è la forza, l’energia del sentire che si manifesta sulla tela sotto forma di tonalità forti, seppure sempre sfumate, come l’arancio o come il rosso utilizzati però nella loro accezione più spirituale, quella del cambiamento e dell’allontanamento nel caso dell’arancione, e quella della rabbia e del pericolo a cui ogni essere umano è sottoposto nel caso del rosso. La figurazione è spesso accennata, sussurrata quasi fosse un ricordo evanescente che si allontana in virtù del passare del tempo o del momento contingente, si materializza all’interno di sfondi meditativi oppure, al contrario, si smaterializza per il suo essere solo un momento di passaggio nel contesto di tutto ciò che resta, e cioè l’eco dell’istante a cui la sua presenza è legata.

riflessi introspettivi
3 Riflessi introspettivi – tecnica mista acrilico e resina su legno, 80x62cm

Ma Giancarlo Mariniello ama misurarsi anche con la scultura, in cui rivela un’attitudine sperimentatrice che lo spinge a utilizzare materiali diversi mantenendo costantemente viva una curiosità espressiva dirompente e necessitante, anche in questo caso, di collegarsi al pensiero, alla meditazione sui frangenti appartenenti a un cammino in cui l’appagamento e la consapevolezza si alternano alla nostalgia. Legno, ferro, pietra, led, mescolati al colore acrilico e alla resina vanno a costituire la struttura delle emozioni, perché è sempre di quelle che parla l’autore, punti di osservazione intimisti grazie ai quali tutta la realtà diviene relativa tanto quanto lo è l’interpretazione del suo Informale Materico che va a stimolare le corde interiori del fruitore. Preponderante nel suo approccio alla vita è il concetto del tempo, quella linea retta spesso poco considerata poiché se ne sottovaluta la rilevanza quasi l’essere umano si illudesse di essere eterno, al punto da dedicare un’intera produzione a orologi d’autore, veri pezzi unici in cui il protagonista assoluto e incontrastato è appunto il tempo, con il suo scorrere, il suo costante progredire come se i suoi lavori costituissero un monito, a se stesso e all’osservatore, di non dimenticarsi di impiegarlo piuttosto che lasciarlo passare via senza aver colto le occasioni che si presentano.

architettura di un sorriso
4 Architettura di un sorriso – legno lavorato e curvato, acrilico e resina, 187x62x50cm

Architettura di un sorriso, per esempio, racconta attraverso il giallo, tutta la solarità che squarcia le ombre riuscendo a illuminare tutto ciò che le ruota intorno, esattamente come, in qualche angolo della sua memoria emotiva, una circostanza è stata capace di rischiarare un pensiero cupo e limitante. Il legno sorregge la struttura in maniera solida, stabile, come se Giancarlo Mariniello volesse enfatizzare l’importanza di un equilibrio esistenziale necessario a permettere al sé di lasciarsi andare alla leggerezza dell’allegria in virtù della quale l’anima può elevarsi e tendere verso l’alto; il nero delle restanti parti della composizione passa in secondo piano, non riesce a predominare proprio perché l’interiorità, malgrado tutto, coglie e si ciba di quelle emozioni positive anche se fugaci e temporanee.

suggestioni
5 Suggestioni – ferro saldato previa impronta positiva poi negativa, 43x30x25cm

Suggestioni invece, in ferro saldato il cui risultato finale è stato ottenuto tramite la creazione di un’impronta in polistirolo e gesso rinforzato con iuta, simboleggia la tendenza contemporanea a considerare prevalentemente la forma esterna che, se non accompagnata da una ricchezza interiore che forma la sostanza di ogni essere umano, diventa solo un involucro, un’armatura da cui non si può fare a mento di intravedere il vuoto che nasconde, nonostante la cura con cui si è costituita l’immagine apparentemente solida, come appunto sta a indicare il ferro.

il tempo non trascorso
6 Il tempo non trascorso – resina, sabbia e colori acrilici su tavola, 82x62cm

L’opera Il tempo non trascorso appartiene alle pittosculture dove la materia entra nel dipinto e ne costituisce l’essenza stessa svelando il pensiero filosofico che emerge in maniera chiara e sintetica fin dal primo sguardo; l’eco dell’adesso, now nel dipinto, si ripete come un mantra catturando l’attenzione dell’osservatore che non può fare a meno di considerare in quante occasioni abbia perduto l’istante magico del presente, credendo di avere tempo per ritornarci in un secondo momento che spesso non torna. Il concetto dunque è quello implicito che il tempo che non viene trascorso, scandito dalle lancette dell’orologio dominante l’intera opera, viene automaticamente gettato via, sprecato.

incontro in un sogno
7 Incontro in un sogno – tecnica mista acrilico e resina su legno, 75x60cm

Giancarlo Mariniello ha al suo attivo la partecipazione a mostre collettive in Italia e all’estero – Parigi, Vienna, Budapest, Lisbona, Eggedal (Norvegia), Hammamet e Timisoara (Romania) – è stato inserito nell’edizione 2024 dell’Atlante dell’Arte Contemporanea Giunti in corporate con il Metropolitan Museum di New York e quella presso la Galleria Internazionale Area Contesa Artedesign è la sua seconda mostra personale a Roma.

GIANCARLO MARINIELLO-CONTATTI

Email: mariniellog.carlo@libero.it

Facebook: www.facebook.com/frammenti1989

Giancarlo Mariniello’s Fragments, between matter and emotions to grasp the passing of time

The concept of time, of the regret one feels when realizing that a moment has been lost, of remorse for allowing something to slip away without understanding the importance of holding on to it, and of the possibility of achieving awareness of its centrality in the course of each person’s life, is at the heart of the artistic research of Giancarlo Mariniello, an artist who loves to experiment and test himself with different materials, all converging in an informal style where the intangibility of emotion mixes with the consistency of elements that sometimes enter the picture clinging to the canvas, while others form the structure of immaterial and highly emotional sculptures. His narration of the sensations experienced from circumstance to circumstance, from event to event, forms the essential basis of a creative exploration in which it is indispensable to let everything flow impulsively but at the same time concretely, as if the clinging of the material were a memento, an invitation not to forget the mistakes made and the path of exploration undertaken precisely because of those falls.

When Informal Art entered the cultural scene, marking the end of the previous Abstract Art movement, too detached from the inner world of the artist and too rational to keep pace with a historical period in which wars had afflicted the emotions of artists many of whom had been imprisoned or forced to fight by the choices of powerful forces, it became clear that any kind of form or reference to the observed had to be eliminated in order to allow emotions to flow spontaneously and disruptively. American Abstract Expressionism thus paved the way for a new pictorial movement in which color was to be the only predominant note on a canvas that could have no boundaries or rules, except that of expressing the artist’s entire inner world without any formal mediation. In addition to creative freedom, especially in Europe which had been the theatre of world conflicts, there was also the introduction of the consistency of a material that served to underline the depth of the wounds of the soul that many artists experienced, such as Alberto Burri who was taken prisoner by the English and sent to forced labour in Tunisia and who therefore needed to bear witness through his art to the pain and desperation he felt. Burning and deforming jute and plastic helped to convey the emotion emanating from the Italian artist to the observer. More intellectual and meditative was the approach to material of the other great European Material Informalist, the Catalan Antoni Tàpies, who introduced wood, fabrics, sand, and metal into his canvases in neutral, earthy, almost monochrome tones, anticipating the concept of Recycled Art by a few years. Jean Fautrier, on the other hand, used a paint glue to which he mixed masses of pigments with transparent or opaque inks, infusing his works with three-dimensionality. Giancarlo Mariniello combines these creative experiences of the great artists of the 20th century, adapting them to a more meditative approach, his is a true journey of introspection in which he retraces his experiences to become aware of what he has been able to capture and what he has let slip away. The shades chosen for his artworks, which are in fact sometimes true pictorial sculptures, vary according to the emotion of the moment in which he sets out to create them, but also according to the stage of life he finds himself in during the creative process; thus, from the gloom of a moment in which darkness had to predominate as a fundamental prerequisite for the rediscovery of light, or as a cradle in which dreams can find space and concreteness, we move on to the contrast of works where intensity and chromatic multiplicity illuminate the entire surface of the canvas with vivacity.

The color is never flat, constantly breaking out of two-dimensionality to enter into contact with the third dimension through the use of resins, solvents, paints, jute, and wooden parts that define or emphasize what really matters, namely the central evocation in which indefiniteness is lost in the memory of an image, of something that caught the attention but then, in the process of internalization, loses its structure to enter the dimension of inner memory. In other works, however, what predominates is the force, the energy of feeling that manifests itself on the canvas in the form of strong, yet always nuanced, tones, such as orange or red, used, however, in their most spiritual sense, that of change and distancing in the case of orange, and that of anger and danger to which every human being is subjected in the case of red. Figuration is often hinted at, whispered as if it were an evanescent memory that fades away with the passing of time or the contingent moment, materializing within meditative backgrounds or, on the contrary, dematerializing because it is only a passing moment in the context of all that remains, that is, the echo of the instant to which its presence is linked.

But Giancarlo Mariniello also loves to try his hand at sculpture, revealing an experimental attitude that drives him to use different materials while constantly keeping alive a disruptive and necessary expressive curiosity, which, in this case too, needs to be linked to thought, to meditation on the junctures belonging to a journey in which satisfaction and awareness alternate with nostalgia. Wood, iron, stone, and LEDs, mixed with acrylic paint and resin, form the structure of emotions, because that is what the author always talks about, intimate points of observation through which all reality becomes as relative as the interpretation of his Material Informalism, which stimulates the inner chords of the viewer. Preponderant in his approach to life is the concept of time, that straight line often overlooked because its relevance is underestimated, almost as if human beings deluded themselves into thinking they were eternal, to the point of dedicating an entire production to designer watches, truly unique pieces in which the absolute and undisputed protagonist is time itself, with its passing, its constant progress, as if his works were a warning, to himself and to the observer, not to forget to use it rather than let it pass by without seizing the opportunities that arise. Architettura di un sorriso (Architecture of a Smile) for example, uses the color yellow to convey all the brightness that pierces the shadows, illuminating everything around it, just as, in some corner of his emotional memory, a circumstance was able to brighten a dark and limiting thought. The wood supports the structure in a solid, stable way, as if Giancarlo Mariniello wanted to emphasize the importance of an existential balance necessary to allow the self to let go and embrace the lightness of joy, by virtue of which the soul can rise and strive upwards; the black of the remaining parts of the composition fades into the background, unable to predominate precisely because the inner self, despite everything, grasps and feeds on those positive emotions, even if they are fleeting and temporary. Instead Suggestioni (Suggestions), instead, in welded iron whose final result was obtained through the creation of a polystyrene and plaster cast reinforced with jute, symbolizes the contemporary tendency to primarily consider the external form which, if not accompanied by an inner richness that forms the substance of every human being, becomes merely a shell, an armor through which one cannot help but glimpse the emptiness it conceals, despite the care with which was created the apparently solid image, as the iron itself indicates.

The artwork Il tempo non trascorso (The time not passed) belongs to the pictorial sculptures where the material enters the painting and constitutes its very essence, revealing the philosophical thought that emerges clearly and concisely from the very first glance; the echo of the present, now in the painting, is repeated like a mantra, capturing the attention of the observer, who cannot help but consider how many times they have lost the magical moment of the current life, believing they have time to return to it later, which often does not come. The implicit concept, therefore, is that time that is not spent, marked by the hands of the clock dominating the entire work, is automatically thrown away, wasted. Giancarlo Mariniello has participated in group exhibitions in Italy and abroad—Paris, Vienna, Budapest, Lisbon, Eggedal (Norway), Hammamet, and Timisoara (Romania) – and has been included in the 2024 edition of the Atlante dell’Arte Contemporanea Giunti in corporate with the Metropolitan Museum of New York. The exhibition at the Galleria Internazionale Area Contesa Artedesign is his second solo exhibition in Rome.